
Tra i tanti aggettivi idonei a identificare la politica italiana, credo che annacquato stia bene, renda bene l’idea del quasi nulla che impera. Il vino di un tempo poteva piacere o non piacere, ma vino era, non ci sono dubbi. Adesso, in giro c’è solo vino annacquato. Ma procediamo con ordine. Quasi tutti i cosiddetti leader, intanto, sono ex: ex comunisti, fascisti, democristiani, socialisti e così via. Poi ci sono quelli ibridi: centrodestrasinistradestra, un po’ più a sinistra, un po’ più a destra, un tantino di qua, un tantinello di là.
Finita la stagione delle margherite, degli asinelli, delle querce e degli ulivi, è iniziata quella del bunga bunga. Terminato anche il genere (o degenere?) burlesque, ecco la parentesi tecnica o dei professori che dir si voglia. Ma di politica vera, manco a parlarne. Sì, chiacchiere, strategie da due soldi e teoremi, ma nulla di valido e concreto. Accadono, poi, fatti di fronte ai quali non sai se ridere o piangere.
Bersani contestato a Portella della Ginestra, per esempio. Ma, dico, in teoria questo signore è il segretario del più grande partito della sinistra. Giusto? Portella della Ginestra è, correttamente, un luogo sacro della sinistra. Giusto? Com’è possibile, dunque, che il nostro sia stato fischiato proprio sulla terra dell’eccidio? Si dirà che i contestatori ci sono sempre stati. Vero. Però… però nessuno avrebbe contestato Pajetta, Longo o lo stesso Berlinguer. E allora? E allora credo che sia stata fischiata la politica annacquata, quella che non sai riconoscere esattamente, che risiede nella nebbia, chiara soltanto (forse) nei meandri cerebrali di chi la progetta e/o elabora oggi per rinnegarla domani. I giovani, invece, vogliono e pretendono prese di posizione nette: o da un lato o dall’altro, con gli operai o con i padroni, con il nucleare o contro il nucleare. Vogliono e pretendono che il sì sia sì e che il no sia no. Il ni per loro non esiste. Vogliono e pretendono fedeltà alle ideologie, devono potersi fidare di un leader, atteggiamenti ondivaghi non fanno per loro. Ecco spiegate le insofferenze. E non si creda che si tratti solo di giovani. Tutti - chi più chi meno - assistono, anzi assistiamo, increduli non solo a scandali di portata oceanica, ma a capovolgimenti di fronte e farneticazioni da fare paura. Ma tizio non era con caio? Sì, era, ma adesso è contro. Ma quello che era contro, cioè tizio, non sta parlando a favore di caio. Sì, era contro, ma da poco si sono riuniti in un nuovo “soggetto politico”. Ecco, soggetto politico, novello espediente terminologico e, appunto, politico. Che cos’è un soggetto politico? Un individuo che oggi c’è, domani chissà. Una sorta di essere fuggito da un laboratorio di ricerca genetica e che si aggira tra i tessuti sociali. Appartenente per un verso al regno animale, per un altro a quello vegetale, per un altro ancora a quello minerale, apporta sconcerto e confusione. Lo vedi e fai un balzo timoroso, lo senti e sobbalzi ancor più in preda alla diffidenza. Ma, insomma, cos’è ‘sto coso? O ‘sta cosa? È commestibile? Può essere fonte di pericolo? Ecco, al momento la politica italiana è un coso o una cosa non esattamente decifrabile, identificabile. Nel frattempo, l’agricoltura è moribonda, circa sette milioni di persone sono disoccupate e/o inoccupate, l’industria ristagna, corruzione e criminalità non conoscono limiti. Ma, sempre nel frattempo, i soggetti politici continuano decisi sulla strada dei teoremi e dei progetti di costruzione del nulla. E, come direbbe oggi Totò, poi dice che uno si butta con Grillo…
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Fonte: redazione palermomania.it | Articolo inserito il: 11/05/2012 - 10:23
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