
La notizia che il nuovo Presidente francese, François Hollande, sarebbe membro del Club di Bilderberg ha gettato, secondo i media, nello sconforto e nella delusione molti suoi sostenitori. Sì, ma cos’è questo Club? Si tratta di una sorta di supermegagruppo di potenti: capi di Stato, economisti, militari, banchieri, industriali. Individui del calibro di Henry Kissinger, Rothschild, Carlo d’Inghilterra o Juan Carlos di Spagna, tanto per intenderci. È stato ideato dal principe Bernardo d’Olanda e da David Rockefeller nel 1954, la prima riunione è avvenuta all’Hotel de Bilderberg, nei Paesi Bassi. Ogni anno, circa un centinaio di partecipanti si riuniscono per, sembra, decidere sulle sorti del mondo. Le riunioni durano sempre quattro giorni, da giovedì a domenica. I nomi sono resi noti alla stampa, ma nulla trapela circa gli argomenti di discussione e le risoluzioni adottate, perché media e pubblico non sono ammessi. Questo in sintesi. Le ipotesi volano e le congetture galoppano, alimentate dal clima di segretezza e perfino di esoterismo che permea il Club.
A fare un po’ di chiarezza ha pensato il giornalista-investigatore Daniel Estulin, con un libro ad hoc (“Il Club di Bilderberg, la storia segreta dei padroni del mondo”, Arianna Editrice). C’è già la seconda edizione aggiornata, giacché enorme è stato l’interesse. Dunque, ci troviamo in presenza di una tra le più potenti e segrete organizzazioni del mondo. Non più singoli leader che governano questo o quel determinato pezzo del pianeta, ma una cupola, un vertice o una curia, fate voi. Il lavoro di Estulin è durato ben quindici anni e avrebbe dimostrato il coinvolgimento del Club nelle maggiori espressioni della Storia recente: dal Piano Marshall, allo scandalo Watergate, all’elezione di Clinton, alle guerre in Iraq e Afghanistan, perfino l’uccisione di Aldo Moro. In poche parole, la democrazia sembrerebbe infrangersi e dissolversi contro tale cupola, in Italia e ovunque. Gli elettori s’illudono di decidere, in realtà sono indotti a seguire itinerari ben definiti e prefissati da questo centinaio di potenti. Nelle “cose” che contano veramente, nulla avverrebbe senza il loro permesso e sempre loro deciderebbero se e quando un Governo dovrà cadere, chi sarà il nuovo Presidente di questo o quel Paese, il nuovo direttore di questo o quel giornale, il comandante militare di questo o quell’esercito, se il nucleare “pulito” dovrà o non dovrà affermarsi. Insomma, sarebbe tutto cosa loro. Uso il condizionale perché non ho letto il libro, colmerò la lacuna ed, eventualmente, eliminerò il summenzionato modo verbale. L’inchiesta del giornalista spagnolo è stata coronata da successo per la rete di contatti che ha saputo costruire e che ha dato buoni frutti, come a dire che la verità puoi tenerla nascosta fino a un certo punto, ma prima o poi verrà a galla. E Hollande? Certo, un leader di sinistra (cioè di uno schieramento che fa della trasparenza un pilastro inamovibile) membro di un’organizzazione parzialmente segreta, crea un certo imbarazzo nei sostenitori. Spero di leggerlo presto, il libro sulla casta segreta, e di operare una recensione adeguata. A dopo.
P.S. C’è qualche italiano, nel Club? Sì. Chi è? Secondo Estulin, l’attuale Presidente del Consiglio Mario Monti.
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Fonte: redazione palermomania.it | Articolo inserito il: 13/05/2012 - 00:48
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