
Si trova attualmente "in stato d'arresto'' il 'corvo' che avrebbe diffuso i documenti riservati fuoriusciti dalla Santa Sede.
Paolo Gabriele è l'assistente di camera del Papa, una persona insospettabile. La vicenda è gravisisma, anche se ancora in Vaticano circolano dubbi sulla possibilità che Gabriele sia effettivamente il "corvo".
Insieme a lui ci sono adesso altre due persone sospettate di aver collaborato: si tratterebbe di due laici.
La Santa Sede ha annunciato che ricorrerà alla giustizia contro il furto, la ricettazione e la divulgazione di "notizie segrete", descrivendo la pubblicazione dei documenti come "un atto criminoso" per cui sarà richiesta anche la ''collaborazione internazionale".
Il Pontefice si è mostrato molto amareggiato e dispiaciuto per il fermo del suo assistente di camera. Paolo Gabriele è stato trovato in possesso di documenti che non doveva avere, molto sono comunicazioni interne fra cardinali e lati funzionari, il che lasciano aperta la porta all'ipotesi dell'esistenza di più talpe.
Gabriele è uno dei pochi laici ammessi all'interno delle stanze private degli appartamenti papali. Inoltre segue il Papa nei viaggi e svolge le commissioni che gli vengono affidate sempre al fianco del Pontefice dal 2006. Ha svolto in passato servizio presso La prefettura della Casa pontificia guidata dall'americano James Harvey.
Adesso però bisognerà verificare se è stato lui a passarli o in che modo questo sia avvenuto, e ci sarà un processo che seguirà le norme della legge vaticana.
Il maggiordomo potrebbe rischiare trent'anni di carcere perchè i reati dei quali è accusato sono molto gravi: violazione della corrispondenza di un Capo di Stato, che equivale ad attentato alla sicurezza dello Stato.
Fonte: redazione palermomania.it | Articolo inserito il: 26/05/2012 - 09:38
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