
Ancora una notte di paura in Emilia, che adesso sconvolta sta piangendo i suoi morti, i suoi numerosi morti.
Il bilancio è salito a 16 vittime e un disperso, che si aggiungono a quelli del 20 maggio, altri 7: in totale 23 vittime. E la notte appena trascorsa non è andata meglio: ancora scosse di terremoto: 41 in totale quelle registrate nella zona dell’Emilia Romagna secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). La più forte è stata alle 3:54, con magnitudo 3.4 ed epicentro in prossimità dei comuni modenesi di Camposanto, Cavezzo, Medolla, Mirandola e San Felice sul Panaro e di quello mantovano di San Giovanni del Dosso.
Almeno una decina di lavoratori sono deceduti a causa dei crolli provocati dalla prima scossa di magnitudo 5.8 di ieri e adesso la procura di Modena dovrà accertare le cause del crollo dei capannoni.
LE SCOSSE POTREBBERO CONTINUARE PER SETTIMANE.
La gente vive constantemente in uno stato di paura, anche perchè secondo gli esperti le scosse potrebbero protrarsi anche per settimane. La Protezione civile ha spiegato che "le scosse sono conseguenze dello stato di tensione e di sforzo in cui si trova questa regione, determinata dalla dinamica dell'interno della Terra e della crosta terrestre che è in continua evoluzione e crea situazioni del genere".
Il noto sismologo Enzo Boschi, ha quindi spiegato all'Adnkronos che "in genere, dopo una forte scossa, si registrano solo scosse di assestamento, ma in Italia è già successo che due scosse forti, più o meno della stessa entità, si siano registrate a distanza di pochi giorni, basti ricordare il terremoto in Umbria. E in Friuli si registrarono a distanza di pochi mesi. Quindi non si può escludere neanche questa volta, in Emilia. Il sistema libera energia: può farlo in un solo colpo, in più di uno oppure in piccole fasi successive". "E' normale infine che le scosse si avvertano anche in un raggio molto esteso, da Milano a Bolzano o a Firenze: questo non deve meravigliare. Ancora non siamo in grado di quantificare le scosse che si succederanno in quella zona. Penso che continueremo ancora, almeno per settimane, a osservare scosse successive, come spesso succede in questi casi. Quello che è di particolare interesse è che anche la scossa di oggi, di magnitudo 5.8, non abbia superato quota 6, a conferma di quanto abbiamo sempre pensato con un certo margine di confidenza e che cioè in queste zone si possono generare terremoti al massimo di magnitudo 6 ma non oltre".
UN SICILIANO TRA LE VITTIME. E nel frattempo si cercano ancora i dispersi. Non è stato ancora trovato un operaio dell’azienda Haematronic di Medolla, provincia di Modena. Mentre invece i vigili sono riusciti ad estrarre dalle macerie il corpo di un altro operaio Paolo Siclari, 37 anni, siciliano di origine, che si era trasferito al nord nel 2001.
Siclari era di Messina; alla moglie e ai genitori Gaspare e Concetta Siclari, che vivono nella città siciliana, è arrivato il cordoglio del sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca.
Fonte: redazione palermomania.it | Articolo inserito il: 30/05/2012 - 08:21
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