
Rodney King, il tassista afroamericano nero diventato il simbolo della rivolta nera nel 1990 a Los Angeles, e' morto ieri a Rialito, in California, all'età di 47 anni.
La sua vicenda personale diventò l'emblema della consapevolezza nera, dell'antirazzismo e dell'ingiustizia sociale negli Usa.
Rodney, la notte del 2 marzo del 199, si trovava assieme a due passeggeri, Bryant Allen e Freddie Helms; era guida della sua auto lungo la Foothill Freeway, nell'area della San Fernando Valley di Los Angeles, quando una pattuglia in moto della stradale rilevò un eccesso di velocità. Gli fu intimato di fermarsi ma lui proseguì perché temeva che una contravvenzione avrebbe pregiudicato la libertà condizionata di cui usufruiva per una precedente condanna per rapina. Così fu violentemente pestato dai quattro agenti di polizia. Il tutto avvenne mentre qualcuno a loro insaputa riprendeva la scena da un balcone.
ll video in pochissimo tempo fece il giro delle televisioni. I quattro agenti subirono un processo ma il 29 aprile del 1992 furono assolti. Questa ingiusta sentenza scatenò la rivolta dei neri a Los Angeles. King ottenne un rimborso dal comune di 3,8 milioni di dollari.
Il suo corpo privo di vita è stato ritrovato dalla polizia sul fondo di una piscina. Inutile ogni tentativo di rianimarlo. E' stata aperta un'indagine sull'accaduto.
Secondo la polizia è stata la fidanzata dell'uomo a scorgere il corpo sul fondo della vasca.
Fonte: redazione palermomania.it | Articolo inserito il: 18/06/2012 - 07:32
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