
Seedorf e il Milan. Il Milan e Seedorf. Una storia nata nel lontano 2002 e conclusasi proprio oggi. Era un addio scontato quello dell’olandese ex-Inter che, vedendo i propri compagni di mille battaglie salutare il Milan dopo stagioni incredibili (Nesta, Gattuso, Zambrotta, Inzaghi, ndr), ha preso la stessa decisione dicendo addio alla maglia che fra quelle vestite più di tutte lo ha portato nell’Olimpo dei calciatori top mondo. Classe, eleganza, tecnica, sportività, umiltà, leadership, sacrificio, personalità: un numero 10 completo che con il Diavolo ha vinto tutto o quasi. Il suo palmares parla chiaro sia in Italia che in Europa: 1 coppa Italia, 2 campionati italiani, 2 supercoppe italiane, 4 champions league, 2 supercoppe europee, 1 mondiale per club. Niente male. Eccezionale solista di un’orchestra sempre vincente, Clarence ha sempre cercato di dare il meglio nonostante il feeling di amore-odio instaurato con S.Siro: applausi e fischi erano il suo pane quotidiano alla Scala del Calcio ma lui, capitano vero, ha sempre fatto ciò che credeva giusto nel modo che pensava fosse il migliore. Trascinatore del Milan nell’ultima parte della scorsa stagione, Seedorf ha cucito partita dopo partita il 18° scudetto sulla maglia del Milan: la partita di Firenze, quella in casa contro la Sampdoria, a Brescia, con il Bologna ed infine a Roma sono ricordi di prestazioni da giocatore vero che quando chiamato in causa ha sempre fatto bene. Un rapporto, quello con il Milan, chiaro, solare, nitido e forte tanto da creargli un groppo in gola e un leggero luccichio negli occhi: “Ringrazio tutti, veramente – afferma l’olandese nella conferenza stampa indetta nella sala delle coppe di Via Turati – ho vissuto emozioni fortissime qui. Sono stati dieci anni incredibili vissuti intensamente e velocemente perché le cose belle volano via. Ringrazio i tifosi che spero di salutare in modo dignitoso. Anche i giornalisti con cui ho sempre avuto un ottimo rapporto. Ringrazio l’Italia che ha dato due figli e Milano. Lascio con tre immagini indelebili nella mente: Milanello che è stata casa mia, la semifinale del 2007 Milan-Manchester e un San Siro mai visto con un’energia pazzesca ed un Milan al massimo delle sue capacità. Adesso a chi andrà la 10? Avrei piacere la indossasse Zlatan. La merita. Futuro? Vi farò sapere presto. Ho molte più richieste ora che quando arrivai al Milan. Questo non è un addio è soltanto un arrivederci. Avremo modo di incontrarci di nuovo e parlare da vecchi amici”.
Accanto a lui, con un pizzico di nostalgia e di tristezza, c’è Adriano Galliani, amministratore delegato rossonero: “Salutiamo un top mondo, un giocatore straordinario. Di lui mi resterà un ricordo bellissimo: la partita vinta a Monacon contro il Bayern, assist a Pippo e gol personale. Abbiamo vissuto anni fantastici ma come tutte le cose bene anche questa ha la sua fine. Clarence ha giocato nel Milan 432 partite ufficiali, qualcosa come 43,2 partite a stagione con 62 gol. Ha sempre giocato bene. È il giocatore straniero che ha giocato di più nel Milan. Ci mancherà in campo, fuori, nello spogliatoio e in società”.
Si conclude una storia bellissima e ricca di emozioni. Vittorie su vittorie e gol segnati in tutti i modi saranno la storia di Seedorf al Milan. Ciao campione, in bocca al lupo!
Fonte: palermomania.it | Articolo inserito il: 22/06/2012 - 07:37
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