
In tutta sincerità, non ho parole. La nuova tassa sugli immobili pare abbia avuto, o avrà, effetti disastrosi sul mercato. Anche se non tutti gli analisti concordano, resta il fatto che si nutrono forti preoccupazioni in tal senso. Se così fosse, o sarà, non riesco a capire come un Governo di tecnici possa avere compiuto un errore talmente macroscopico e pacchiano. Alle fesserie dei politici siamo ormai abituati, evidentemente dovremo abituarci anche a quelle dei tecnici. Orbene, il Censis informa che entro la fine dell’anno le famiglie andranno incontro a un notevole impoverimento. Ciò perché la casa è stato sempre il bene rifugio per eccellenza, nel nostro Paese. Infatti, su 9.500 miliardi di patrimonio immobiliare almeno 5.000 sono affidati all’edilizia: la fonte è Bankitalia, quindi degna di fede. Ma perché dovremmo diventare più poveri? Per due motivi. Il primo riguarda la tassa in sé, la sua gravosità. L’altro una sorta di inflazione del mercato dovuto alle vendite della seconda casa. In poche parole, il proprietario, spaventato dal balzello – nella fattispecie più pesante - o non in grado di pagarlo, tende a disfarsi del bene in questione. Ciò facendo, però, innesca un crollo dei prezzi per eccesso di offerta. Se aggiungiamo la crisi dei mutui, la frittata è cotta e pronta per essere mangiata. Non digerita, però. Già, perché sarebbe del 30% l’ammontare del danno subito dall’economia del Paese. Resta un mistero, che rinverdisco: si possono compiere simili errori? Credo di cominciare a capire. Quando si hanno debiti su debiti, il terrore di non pagarli e di finire in bancarotta prende il sopravvento e può indirizzare verso quei luridi e repellenti individui che sono gli usurai. Si perde lucidità, sangue freddo, diamo le definizioni che più ci sembrano adatte. Un elemento conta: si parte per guadagnare un euro e se ne perdono due e anche tre. In provincia di Messina è in uso, a tal proposito, un antico adagio: pigghiari l’acqua cu lu panaru. Cioè, prendere l’acqua con il cestello di vimini di passata memoria. Operazione non solo impossibile, ma oggettivamente idiota. E poiché non posso dubitare né della preparazione tecnica né dell’intelligenza di chi ha voluto l’IMU, arrivo alla conclusione (e spiegazione) di carattere psicologico prima evidenziata: hanno disperato bisogno di fare soldi e non riflettono abbastanza. Sono un amante viscerale del nostro dialetto e cito un altro proverbio a me caro: lu ventu ci voli, ma no pi stutari li candili. Verissimo! Il vento è necessario, ma non così impetuoso da spegnere le candele. Ed è ciò che il Governo Monti sta facendo: spegnere le candele. Tassa su questo, tassa su quello, tassa su quell’altro fin quando si chiude bottega e chi si è visto si è visto. Comprendo le difficoltà in cui opera, più volte ho/abbiamo affermato che le colpe non sono sue, o tutte sue, e che sta cercando di salvare il salvabile. Ma perdere la testa, no. Sono momenti difficili e occorre avanzare quando la paura ci suggerisce di andare indietro. Insomma, signor Presidente, incentivi di più e tassi di meno. Nel breve-medio termine ci sarà un guadagno effettivo, non di carta come appare essere quello relativo all’IMU. Un episodio che mi colpì molto e molto mi fece riflettere, tanti anni fa. In un film, due sicari riferirono al loro boss di avere ucciso un commerciante che non poteva più pagare il pizzo. Il capomafia andò su tutte le furie, dicendo: “e adesso che lo avete ammazzato, quanto mi frutterà? Imbecilli”. Ecco, ciò che un delinquente analfabeta riesce a comprendere, è sottovalutato o non compreso da fior di tecnici. Che stanno facendo di tutto per ammazzare aziende e altre attività produttive. Non ci può essere ripresa, signor Presidente, quando un piccolo commerciante non vede l’ora di andare in pensione e cessare di produrre ricchezza perché stanco di tasse e burocrazia o quando un padre dice al figlio di andare via dall’Italia perché non avrà futuro. E come se non bastasse l’IMU, si parla di aumentare l’IVA. Avanti così! E complimenti vivissimi.
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Fonte: redazione palermomania.it | Articolo inserito il: 22/06/2012 - 08:52
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