
Fra tutte le sorprese che andiamo via via scartando in questo nostro emozionante europeo, quella che stupisce più di tutte è il lavoro, la calma, la passione e la professionalità che Cesare Prandelli mette durante gli allenamenti e nel corso delle partite. Non giocavamo un calcio così bello, così tecnico, così veloce, così semplice da tempi immemorabili. Due, massimo tre tocchi a cambiare lato di gioco che eccoci riversati subito nella metà campo avversaria pronti a far male. Abbiamo una facilità inaudita nel renderci pericolosi, nel crearci tantissime occasioni da gol, più o meno finalizzate, nel soffrire tutti insieme cooperando per un unico, grande obiettivo: quella coppa che proprio gli spagnoli detengono. Eppure il nostro cammino era iniziato con una formazione che ha fatto storcere il naso a molti tifosi: un 3-5-2 vuoto, senza idee, sterile che ha fatto tanto discutere. Le prime due uscite non hanno riservato nient’altro che due punti che per poco non ci estromettevano dalla competizione continentale, ma è nella terza partita che qualcosa è cambiato nella testa del mister che è passato al classico 4-3-1-2 con due terzini veri ed un centrocampo che unisce la grinta alla tecnica. Un modulo che ci regala velocità e spunto, cooperazione e alternative di gioco. E l’artefice della metamorfosi azzurra è proprio Prandelli che alla prima volta in carriera in un torneo così importante sta ben figurando arrivandosi a giocare la coppa in una finale dai mille significati: “Quando una squadra di calcio rappresenta un Paese all’estero capisce l’importanza di quello che sta facendo. Contro la Germania i ragazzi sono stati straordinari e io mi sono sentito orgoglioso di allenarli. Ho accettato questo incarico sapendo tutte le difficoltà che avrei incontrato nel corso del mio lavoro. Sono stati giorni pesanti. Abbiamo trasmesso a tutto il gruppo la voglia di non mollare mai e di lottare su tutti i palloni. Volevamo essere protagonisti indiscussi di questo torneo e ci siamo riusciti. La chiave di lettura di questa squadra è semplice e motivo di grande orgoglio per me. Alleno un squadra fantastica, ho tutti a disposizione e li vedo molto uniti. Balotelli? Non trovo parole per lui. Adesso la Spagna ci attende in finale. Faremo come contro la Germania cercando di studiare tutti i loro punti deboli. Loro sono forti e sono i favoriti ma noi non vogliamo essere da meno. Vogliamo giocare a calcio e lo faremo anche al cospetto della squadra campione del mondo e dell’Europa”.
L’asse anglo-tedesco è caduto sotto i nostri colpi. Adesso prepariamoci per l’arrivo dell’Invincible Armada.
Fonte: palermomania.it | Articolo inserito il: 30/06/2012 - 08:05
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