
Complimenti, signor Presidente. Non so se i provvedimenti adottati saranno sufficienti a riportare un po’ di tranquillità economica e sociale in Europa, nonostante tutto continuo a dubitare. Ma i complimenti si riferiscono al modo con il quale lei si è battuto contro la Cancelliera Merkel: deciso e senza timori reverenziali. L’unico precedente storico che mi viene in mente, in riferimento a tensioni in tempo di pace tra Italia e Germania, risale al luglio del 1934, quando i nazisti austriaci, fomentati da Hitler, tentarono un putsch contro il cancelliere Engelbert Dolfuss, assassinandolo. Mussolini allertò l’Aeronautica e mobilitò quattro divisioni, mandandole al Brennero. Non voleva avere, infatti, gli eserciti tedeschi a diretto contatto dei nostri confini. Anche se poi, permise a Hitler l’Anschluss, rimane intatto il giudizio positivo per la fermezza dimostrata in quell’occasione. Ed è così che si governa: condurre fino in fondo le decisioni prese, giuste o sbagliate. Certo, la situazione interna è ben più complessa di quella internazionale. Lei, signor Presidente, deve fare i conti ogni giorno con esponenti politici mediocri, con chi la vuole cotta e chi la vuole cruda, con scandali a destra e a manca. Con questioni, cioè, che fanno venire il cosiddetto latte alle ginocchia, me ne rendo conto. Tenga presente, inoltre, che non sono un estimatore del suo Governo e, soprattutto, di alcuni suoi ministri, ma prendo atto che sta operando per tentare di riparare i danni causati da autentici irresponsabili nel corso degli ultimi decenni. Ma quello che è giusto, è giusto. Ed è giusto complimentarsi per l’azione svolta a Bruxelles: lo scudo antispread, da lei voluto, è una realtà, dopo che, sempre lei, aveva posto un veto nel caso in cui le proposte non fossero state accolte. Non c’è dubbio: è stata una vittoria politica ancor prima che di natura economica. Dopo che il nostro prestigio internazionale aveva toccato il fondo grazie a smargiassate e burlesque, è bene chi gli altri leader europei sappiano che il clima è decisamente cambiato. Soprattutto la signora Merkel, infatti, ha perfettamente capito di non avere a che fare con un pupo. Ripeto, non so se le decisioni prese potranno farci dormire sonni tranquilli, pare che, per il momento, risulti più avvantaggiata la Spagna. Ma non essere considerati pupi è una conquista politica di eccezionale rilievo. Adesso, mi aspetto la stessa fermezza in altre faccende interne ed esterne, mi riferisco ai nostri due militari trattenuti in India. Comprendo, lo scenario è profondamente diverso, ma il metodo di battere il pugno sul tavolo funziona sempre, perché suscita ammirazione, e quindi attenzione, nell’interlocutore. Non si può fare politica soltanto sorridendo e facendo mera opera di presenza nel contesto internazionale, né contano le dimensioni di un determinato Paese. Davide contro Golia? Bene, sappiamo la fine che fece il gigante filisteo. Dunque, avanti così.
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Fonte: redazione palermomania.it | Articolo inserito il: 30/06/2012 - 11:36
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