
Dai palazzi del potere siciliano giungono notizie sempre più sconcertanti, a dir poco. Lombardo si dimette, nuove assunzioni, deputati che vogliono le elezioni subito, alcuni volti inquietanti che si candidano alla presidenza. E, naturalmente, scandali. Ci mancherebbe! Ormai, cosa sarebbe la politica, siciliana in particolare, senza scandali? Una minestra senza sale, un cavallo zoppo, una macchina senza motore. Bene, esaminiamo gli ultimi: Eugenio Trafficante, detenuto nel carcere di Sciacca per stalking (maledetto inglese!), è stato nominato presidente del collegio dei sindaci di Sicilia e-Servizi, società di informatizzazione che fa capo alla Regione. Verrebbe voglia di mandare tutti e tutto al diavolo, ma non si può e non si deve. Si può e si deve, invece, capire, o tentare di capire. Possibile che nessuno abbia controllato il curriculum vitae di questo signore? Ai miei tempi era prassi rigorosa non solo esaminarlo a fondo, ma anche informarsi sulla veridicità di quanto dichiarato. Nella fattispecie, sarebbe bastata una telefonata ai Carabinieri. L’episodio è di una gravità inaudita, soprattutto perché manifesta leggerezza, pressappochismo, faciloneria. Insomma, non c’è da stare per nulla tranquilli, se questi sono i metodi con i quali si lavora nelle alte sfere. Andiamo all’altro edificante fatto: l’inchiesta Grandi Eventi aperta dalla Procura di Palermo. Sono coinvolti politici, naturalmente. Per correttezza, però, poiché non sono indagati (per il momento) non ritengo opportuno menzionarli. Del resto, come prevedibile, hanno smentito, qualcuno ha minacciato querele, sono sereni e via discorrendo. Nell’informativa e nelle intercettazioni della Guardia di Finanza si parla di escort, favori ricevuti e appartamenti messi a disposizione da un certo Giacchetto. Insomma, la solita solfa del do ut des. Tuttavia, anche se è prematuro commentare, e non certo per paura di querele, si arriva alla conclusione lapalissiana che i galantuomini ancora esistenti in questa terra, per certi aspetti maledetta, sono veramente in croce giorno e notte. In generale, non si riesce più a separare la politica dal malaffare. Se alle belle notizie succitate si aggiungono la detenzione di Cuffaro e le accuse gravissime riguardanti lo stesso Lombardo, il fratello deputato e l’ex ministro Romano, si potrebbe affiggere un nuovo cartello: “In Sicilia è morta la fiducia delle persone oneste”. È, infatti, diventata sofferenza acuta essere sommersi da queste sgradevolezze e, nel contempo, non vedere all’orizzonte una pur minima tendenza al rinsavimento morale. E sempre le stesse domande. Ma come si diventa ministro con simili accuse sul groppone? Anche se ancora non provate e anche se ancora non c’è stata una condanna, non sarebbe stato corretto, quantomeno per una questione di opportunità e buon gusto, scegliere un altro candidato a reggere il ministero? Ma come si diventa presidente della Regione con simili accuse sul groppone? Anche se ancora non provate etc. etc. etc. Che fare? Bella domanda! Già posta da Lenin tra l’autunno 1901 e il febbraio 1902. Anche se le condizioni politiche, economiche e sociali fossero rimaste quelle degli inizi del ‘900, non certo ciò che propose e realizzò lui. C’è una sola azione da fare. Non rendersi complici di alcuni delinquenti che tra non molto ci chiederanno il voto. Solo questo. Nulla al di fuori di questo. Rendersi complici significa chiedere favori (anche a coloro che delinquenti non sono), essere così idioti da pretendere addirittura posti di lavoro, così irresponsabili da non informarsi sulla fedina penale dei candidati. Insomma, votare a occhi chiusi firmando cambiali in bianco a certa gente. È questa complicità sotterranea che bisogna spezzare a tutti i costi. Altrimenti si continui sulla vecchia strada. Purché si evitino ipocriti piagnistei, pistolotti su moralità e fesserie di questo genere.
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Fonte: redazione palermomania.it | Articolo inserito il: 10/07/2012 - 09:30
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