
Un povero cribbio aspetta speranzoso che uomini nuovi aprano scenari politici nuovi e, invece, gli sparano addosso un’autentica novità: Silvio Berlusconi. Non appartengo, per fortuna, alla folta schiera di editorialisti che in questi giorni dicono lo sapevo, ma non ho voluto scriverlo. Non sono un editorialista e, soprattutto, ero convinto che questo signore non sarebbe più ritornato sulla scena attiva. Viva la sincerità! Con altrettanta sincerità affermo che ho accordato fiducia all’uomo di Arcore ben tre volte. All’inizio mi entusiasmò l’idea di un valente imprenditore in politica. Con tante mummie che non hanno mai fatto un giorno di lavoro vero nella loro vita, mi sembrò l’uomo giusto al posto giusto. Finalmente, pensai, uno che di problemi aziendali ne capisce sul serio, quindi in grado di aiutare le imprese. Nonostante l’insana idea del Ponte sullo Stretto e le chiacchiere sull’origine delle sue fortune economiche. Anzi, dopo l’attentato di Milano, gli mandai perfino un messaggio di solidarietà. Una totale delusione! Non ha mantenuto le promesse ed è diventato imbarazzante – a dir poco – con le donnine, le nipoti di Mubarak, il bunga bunga e altre delizie del genere. A quel punto presi le debite distanze, senza remore, nulla mi aveva dato e, quindi, non gli dovevo nemmeno gratitudine. Ora, la nuova discesa in campo. Inopportuna, inutile per il Paese, addirittura dannosa. L’ho sempre considerato un gladiatore, qualche ragione circa l’accanimento giudiziario gliela riconosco, ma è finito. Per età, questione d’immagine e altri motivi. Certo, farà uscire dal cappello a cilindro altre amenità, affascinerà ancora molti, otterrà buoni consensi. Ma è finito. Anche se, putacaso, dovesse raggiungere da solo la maggioranza. Tuttavia riconosco che è stato costretto alla non felice decisione. Costretto dalla totale inconcludenza dei cosiddetti leader non governativi. Ma è possibile, per esempio, che nel momento di più grave crisi economica del Paese, nel PD si litighi per la questione delle coppie di fatto? Questione importante per chi è interessato direttamente, ma non certo da discutere in simile frangente. Signori, sveglia! L’Italia sta affondando, appesantita non solo dalla crisi mondiale ma dalle tante piaghe che ben conosciamo. Non un’idea innovativa, non una decisione risoluta, niente di niente. Mi riferisco principalmente alle forze di cosiddetta opposizione. Che vorrebbero governare con gli slogan, tra l’altro sempre uguali da almeno tre decenni. Sento parlare di unità della sinistra fin da quando ero ragazzino, anche se vivessi altri cento anni non la vedrei. Risse, questioni marginali spacciate per primarie, personaggi mediocri, indecisi, contraddittori, senza un vero seguito popolare, contestati perfino da quegli operai che dovrebbero essere la loro forza elettorale. Del resto, basterebbe la constatazione che sono arrivati a Palazzo Chigi sotto la guida di Romano Prodi, cioè un ex democristiano. L’ultimo Governo del Professore si sfaldò dopo due anni dall’insediamento: 103 i componenti, tra ministri, sottosegretari e viceministri. Nel calderone, L’Unione, La Margherita, Rifondazione Comunista, Rosa nel Pugno, Federazione dei Verdi,Udeur, Italia dei Valori, Comunisti Italiani. Insomma un gigantesco agglomerato di forze eterogenee e in perenne contrasto. Finì come finì. Di problemi risolti, neanche a parlarne. La storia si ripete e Berlusconi ne approfitta. Non gli si può dare torto. I fessi se ne stanno o se ne stiano a casa, recita un detto popolare. E lui, a casa non vuole stare perché tutto è tranne che fesso. Ad ogni modo, otterrà molti consensi. Il mio, no di certo.
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Fonte: redazione palermomania.it | Articolo inserito il: 16/07/2012 - 12:54
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