
Ho letto ieri le dichiarazioni dell’ex presidente Raffaele Lombardo. Alcune le condivido, anche se parzialmente. Ma che cosa ha detto? "Non facciamo gli ingenui o gli ipocriti. Tutti facevano segnalazioni, e quando dico tutti dico proprio tutti, deputati, senatori di tutti i partiti, nessuno escluso. Le dico di più: le segnalazioni sono arrivate anche da fuori il mondo politico, dal mondo degli imprenditori, delle forze dell'ordine, della chiesa, ma non ci trovo nulla di scandaloso se viene segnalato un bravo professionista. Qui adesso mi vogliono far passare per il diavolo mentre gli altri sono tutti delle verginelle". Sempre ieri, riferendomi ai tanti questuanti e parassiti che circolano tra i corridoi importanti, scrivevo: roditori che non si trovano solo nell’inquinato mondo della politica, ma anche all’interno della cosiddetta società civile. Sembra proprio che Lombardo mi abbia letto nel pensiero, anzi li identifica apertamente. Imprenditori, deputati, senatori, rappresentanti delle forze dell’ordine e della Chiesa, infatti, appartengono in teoria proprio all’inesistente società civile. Ovviamente, non tutti facevano la fila per ottenere vantaggi dall’uomo di potere. Tuttavia, suppongo che fossero numerosissimi. Ho sempre pensato e scritto che la responsabilità del clientelismo non sia da addebitare solo ai politici, c’è qualcuno che domanda e qualcuno che risponde. Se nessuno domandasse, nessuno risponderebbe. Dunque, Lombardo ha ragione quando non vuole interpretare la parte del diavolo e denuncia altri che si spacciano per verginelle. E capisco bene che possa essere deluso dalla mancanza di gratitudine di coloro che hanno ottenuto il posto o altri favori, anzi sono sicuro che già brigano per trovare un nuovo padrone o santo protettore che dir si voglia. Fin qui condivido. Dissento, invece, dalla frase non ci trovo nulla di male se viene segnalato un bravo professionista. No, ex presidente, non ci siamo. Anzitutto, perché credo che le segnalazioni arrivino sulla sua scrivania solo a una condizione: essere nel cosiddetto giro delle persone che contano. E vedo la prima discriminazione nei confronti di chi nel giro non è, non può o non vuole entrare. In secondo luogo, una volta ottenuto il favore, il bravo professionista come avrebbe ricambiato? Con il voto? Probabile. Ma questa tiritera non si chiama forse clientelismo? E il clientelismo non è importante elemento per affermarsi politicamente? Insomma, il cane che tenta di mordersi la coda. C’è poi un altro aspetto che mi turba: tra i questuanti Lombardo individua anche rappresentanti della Chiesa. Ma un religioso non dovrebbe rivolgersi a Dio e soltanto a Dio per essere aiutato? Adesso sono io che rischio di comportami da verginella. So bene che alla teoria si preferisce spesso la pratica. E, ciononostante, sono turbato e infastidito. Perché spesso alcuni uomini in abito talare tuonano dal pulpito e poi si recano nelle segreterie di questo o quel pezzo grosso per chiedere e perfino pretendere favori. In ogni caso, l’ex presidente non dovrebbe lamentarsi, è questo il gioco che ha scelto e questi i protagonisti. Gli uomini politici commettono, salvo rare eccezioni, sempre gli stessi errori. Nella fattispecie gratificare questuanti e mercenari da un lato ed emarginare chi ha il coraggio di contrastarli apertamente dall’altro. Quando poi la parabola diventa discendente, si ritrovano soli e abbandonati (vedi Craxi ad Hammamet) e si lamentano. Non dovrebbero. Hanno raccolto, raccolgono e raccoglieranno esattamente quanto seminato.
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Fonte: redazione palermomania.it | Articolo inserito il: 04/08/2012 - 07:46
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