
Il sindaco di Palermo scrive una lettera al Prefetto e ad altre Autorità cittadine e regionali in merito alla riapertura della discarica di Bellolampo. Di seguito il testo integrale della lettera.
"A due mesi dal proprio insediamento questa amministrazione comunale sente il dovere di tracciare un primo bilancio sugli effetti della gestione commissariale in AMIA S.p.A., società che dal 1968 gestisce il ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani nella città di Palermo e che dal 12/4/2010 si trova in amministrazione straordinaria ex d. Igs. 270/99.
La recente crisi determinatasi a seguilo dell'incendio che il giorno 29 di luglio si è sviluppato presso la discarica di Bellolampo ha messo in evidenza, va detto purtroppo, i limiti di una gestione che evidentemente è stata improntata al mantenimento dello status quo ante più che a determinare effettivi mutamenti strutturali nel modello di business dell 'azienda, nella sua organizzazione e conscguentemente nei risultati economico finanziari.
Con riferimento a questi ultimi, deve rilevarsi che per effetto della inadeguatezza degli interventi manageriali sulla gestione della società, i commissari straordinari hanno accumulato, dall 'avvio della procedura ad oggi, perdite consolidate per circa 60 milioni di euro, con una previsione per il solo 2012 di un deficit 28,5 milioni.
Non giovano a mitigare la posizione della gestione commissariale le argomentazioni addotte anche nelle recenti missive circa una presunta inadeguatezza del contratto di servizio in essere con il Comune di Palermo. A tal proposito, un certamente utile ausilio nell'espressione del parere di congruità sulle prestazioni rese da Amia S.p.A. può ricavarsi dal documento — commissionalo da AMIA spa - preparato da Medhelan S.r.l. a dicembre 2007, nel quale, tra l'altro, si è proceduto a determinare le peculiari caratteristiche del Gruppo AMIA attraverso un'analisi operativa di tipo comparativo.
Segnatamente, dopo aver analizzato, del settore dei rifiuti, le determinanti fondamentali del relativo business, si sono poste a confronto le perfomances di AMIA con le seguenti società, ritenute comparabili in quanto aventi analoghe dimensioni e caratteristiche: AMA (Roma), AMIAT (Tonno), AMSA (Milano), AMIU (Genova) e ASIA (Napoli). Dallo studio, in particolare, emerge che, il ricavo medio per tonnellata di rifiuto (ARPT) smaltita di AMIA (370) è ben superiore alla media delle altre società (343). Emerge, in altri termini, che il corrispettivo riconosciuto dal Comune per tonnellata smaltita è più che congrua rispetto al valore riconosciuto alle società considerate.
Tali evidenze vanno messe in relazione ad un ulteriore motivo di contestazioni da collegare alla presunta assenza di un piano industriale di tenuta e di sviluppo dell 'azienda. Un secondo ordine di contestazioni deve muoversi alla gestione commissariale in relazione alla mancata messa in sicurezza della discarica di Bellolampo. In occasione dell'incendio registrato presso la discarica di Bellolampo il 29/7 u.s. si è avuto modo di rilevare: la mancata esecuzione di un piano e delle misure di allenamento dell 'evento incidentale; l'assenza di dispositivi (di protezione collettiva ed individuale) e mezzi di primo intervento atti al contenimento di eventi incidentali gravi e/o gravissimi; la carenza di approntamento di nterventi di manutenzione in tema di prevenzione d'incendi e di esplosioni; l'incauta sorveglianza dell'area dell'impianto sia attraverso misure di guardiania sia attraverso idonei sistemi di telecontrollo; Ciò può ed è definitivamente documentato da atti e verbali resi dai Soggetti coinvolti nella gestione dell'emergenza (VV.FF. , Dipartimento di Protezione Civile Regionale, etc.).
E', peraltro, di tutta evidenza che tali carenze non siano state prontamente denunciate dalla gestione Commissariale ne ' a codesta Amministrazione Comunale ne ' ad altre Autorità competenti. Ciò, anche in relazione all'emissione dei consueti avvisi di allerta "Rischio incendi" diramati periodicamente dai Soggetti istituzionalmente preposti.
Già tali evidenze sono sufficienti, a giudizio dello scrivente, per riscontrare la mancata messa in sicurezza della discarica di Bellolampo tanto in termini di prevenzione quanto in termini di programmazione e gestione degli eventi calamitosi e/o dolosi. Talché, a mero titolo esemplificativo, ne risulta dalla combustione dei rifiuti presenti nella quarta vasca, non ancora compattati e non coperti da strato inerte, che si è dimostrata estremamente difficile da controllare per le condizioni dei venti prevalenti, note per il sito dell 'impianto della discarica, e per la natura stessa dei materiali combustibili lasciati in grado di subire processi di ossigenazione libera.
Tale insufficienza gestionale dell'Amia, con riferimento alle attuali condizioni di emergenza, è stata rilevata e confermata nei tavoli tecnici in questi giorni convocati e, da ultimo, in occasione della riunione presso la Presidenza della Regione del 09/08/2012, ove è apparsa ancora più evidente rispetto al ruolo positivo svolto dai soggetti che operano in sede di intervento sostitutivo e dal Dipartimento regionale della Protezione civile.
L'incapacità gestionale dell ' emergenza incendi in discarica ha, inoltre, acclarato le labilità del sistema di raccolta dei rifiuti e le criticità strutturali della raccolta e dello smaltimento differenziato, che anche durante il congrua lasso temporale della gestione commissariale, non ha superato il 2% del totale. Un ulteriore ordine di contestazioni deve muoversi alla gestione commissariale in relazione alla mancanza di trasparenza circa le procedure e i costi relativi allo smaltimento del percolato accumulatosi presso la discarica di Bellolampo. A tal proposito vale la pena richiamare quanto contenuto a pag. 33 e 34 della Relazione territoriale sulle attività illecite connesse al ciclo rifiuti nella Regione Siciliana, esitata dall'omonima Commissione parlamentare d'inchiesta il 20 ottobre 2010, ove viene contestalo all'AMIA che tale servizio sia sempre affidato alle medesime imprese, con costosissimi viaggi di autobotti verso la Calabria, senza mai considerare piani alternativi di smaltimento attraverso sistemi più economici e trasparenti.
Appare singolare che, nonostante l'intervento della citata Commissione, la situazione appaia oggi sostanzialmente immutata con costi a carico del pubblico erario ormai insostenibili. Da quanto sopra si rileva che "gratuite " e "generiche " non sono le affermazioni dello scrivente, ma "gratuite" e "generiche" sono le richieste di fondi da parte degli Amministratori straordinari in assenza di elementari principi di conduzione ispirati a trasparenza ed efficienza.
Tanto si doveva affinchè il Ministro dello sviluppo economico possa valutare ogni utile iniziativa volta a salvaguardare il valore dell 'impresa ed il servizio essenziale che svolge per la città di Palermo."
Fonte: redazione palermomania.it | Articolo inserito il: 11/08/2012 - 07:50
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