
Gira e rigira, che cosa? I soldi, puntuali come il sorgere del sole. In quale contesto? Quello dell’Ilva di Taranto. E ti pareva! Noi di Palermomania.it avevamo detto e scritto subito (Le belle addormentate) ciò che, poi, i media hanno scoperto: l’assenza totale di prevenzione e controlli circa il pauroso inquinamento. Addirittura, qualche giornale, del tutto silente per tanti anni, si azzarda ad accusare gli altri di avere taciuto sulla delicatissima questione. Avevamo avuto anche il sospetto che i soldi non fossero estranei al disinteresse della politica, ma occorrono prove, i sospetti non bastano. Ha colmato la lacuna il segretario dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, secondo il quale i proprietari dell’impianto avrebbero foraggiato da destra a sinistra per lavorare e inquinare in tutta tranquillità. Lasciamo all’ex magistrato la parola: "Emilio Riva è il proprietario dell'Ilva, la fabbrica che da anni avvelena Taranto senza che la politica nazionale muova un dito per proteggere i cittadini e far rispettare la legge. Sarà una coincidenza, ma Emilio Riva è anche un grande finanziatore della politica, uno di quelli che non fanno preferenze e foraggiano un po’ tutti: un miliardo a destra, uno a sinistra e nessuno s'ingrugna. Mentre appestava il mare, l'aria e la terra di Taranto, Riva donava 245mila euro a Forza Italia e 98mila non al Pd, che allora ancora non esisteva, né ai Ds, ma al futuro ministro dello Sviluppo Economico e futuro segretario del Pd, Pierluigi Bersani. Si trattava di finanziamenti leciti e del tutto regolari. Ma, che il signor Riva, un tipo accorto e ben attento al proprio portafogli, abbia cacciato tutti quei soldi gratis et amore Dei non lo crederebbe nemmeno un bambino: lo scopo era riceverne regalie. Riva si è fatto bene i conti. Ha capito che avrebbe risparmiato milioni di euro intervenendo sul sistema e rendendoselo amico con il denaro, piuttosto che mettendo in sicurezza i suoi impianti e bonificando l'ambiente che aveva inquinato. Io non voglio neppure pensare che la folle aggressione contro la magistratura di Taranto da parte dei principali partiti c'azzecchi qualcosa con quegli esborsi. Ma, proprio perché non lo penso, dico forte e chiaro che chi ha preso soldi da Riva dovrebbe, oggi, sentire il dovere morale e avere la delicatezza istituzionale di non intervenire a gamba tesa in questa vicenda e lasciare che se ne occupi chi di dovere". Esatto, segretario Di Pietro: non lo crederebbe neppure un bambino. Lei parla di dovere morale e delicatezza istituzionale. Dovere morale! Delicatezza istituzionale! La sua apparente ingenuità mi lascia basito, mi perdoni. Se le informazioni in suo possesso fossero esatte, individui che hanno preso o prendono soldi, in modo lecito o illecito a me non interessa, per far finta di non vedere il disastro ambientale, dovrebbero anche avere delicatezza! Suvvia, cerchiamo di non sognare. In cinque decenni, nessuno ha notato nulla, sentito nulla. Certo, totale incapacità di governare, ma evidentemente c’era sotto qualcosa di diverso. Anzi, di usuale, giacché viviamo in Italia. E, aggiungo, le regalie imprenditoriali potrebbero non limitarsi a Taranto e non limitarsi solo a esponenti politici. Il disastro è stato visibile e odorabile da tutti, il giro di complicità e connivenze è stato infinitamente più consistente di quanto si creda o si potrà accertare. A tal proposito un’altra bella notizia: da alcune intercettazioni emergerebbero ipotetici tentativi da parte dell’Ilva di ammorbidire alcuni tecnici e componenti della commissione ministeriale Ipcc Aia. Siamo alle solite: soldi e politica, soldi e potere, soldi e ancora soldi. Tuttavia, non si coltivino illusioni: la verità può essere tenuta sommersa per decenni o secoli, ma alla fine trionfa sempre. Sempre! Adesso, dichiarazioni e prese di posizione di esponenti politici e non mi appaiono chiarissime, collocate al punto giusto. Bene! E si ha pure l’impudenza di cianciare circa bonifiche del territorio. Fumo negli occhi, in queste ore di allarme sociale e occupazionale. In qualche modo si troverà una cosiddetta soluzione e chi si è visto si è visto. Come prima e più di prima. Naturalmente, parliamo sempre di Taranto, perché a Milazzo o a Priolo tutto procede bene e, quindi, non esistono allarmi per l’ambiente e la salute dei cittadini, lo sanno tutti. Per il momento, credo che basti. Il nostro giornale, però, ritiene di primaria importanza la protezione della Natura e di tutti gli esseri viventi. Per la qual cosa, ritorneremo a occuparci di Taranto. E non solo. Alla prossima!
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Fonte: redazione palermomania.it | Articolo inserito il: 17/08/2012 - 08:57
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