
Alla luce degli ultimi tragici avvenimenti, i mass media continuano a parlare della tragedia avvenuta al largo dell’Isola del Giglio con la “Costa Concordia”.
Tutti i giornali e tutte le trasmissioni non fanno altro che raccontare quella drammatica notte, si cerca di capire non solo perché ciò sia potuto accadere ma anche come tale evento traumatico possa essere superato dai superstiti del naufragio.
Questi ultimi hanno ancora nel loro volto stampato quanto accaduto in quei tragici momenti, alcuni di loro si sono definiti “morti che camminano”… ci vorrà del tempo e tanto sostegno affinché tale trauma possa essere superato.
E’ per tale motivo che cercheremo di capire cos’è il “disturbo post traumatico da stress”.(PTSD)
Con tale diagnosi si fa riferimento alla reazione di paura di un soggetto dinnanzi un’esperienza specifica di stress estremo e al trauma psicologico che comporta pericolo concreto o minaccia di morte o serie lesioni. Nei bambini la reazione di paura viene espressa con comportamenti disorganizzati, agitati o con lamentele fisiche(dolori di stomaco-mal di testa…).
Negli adulti e negli adolescenti tendono a comparire sintomi come
• Depressione
• Ansia
• Alterazioni emotive.
Simile al disturbo appena trattato è il “disturbo acuto da stress” esso si manifesta attraverso ansia, sintomi dissociativi, che si manifestano entro un mese dall’esposizione a un fattore traumatico estremo.
Il trauma viene insistentemente rivissuto attraverso sogni-flashback…il soggetto tenta di evitare tutte quelle situazioni che possano innescare tale ricordo.
Quali cure, dunque per superare tali disturbi?
TERAPIA:
L’obiettivo della terapia dovrebbe essere quello di reintegrare, nel sistema psicofisiologico della persona, questa parte frammentata che disturba le altre funzioni e compromette la vita affettiva, sentimentale, lavorativa e sociale dell’individuo.
Per curare il trauma, non è utile rivangare vecchi ricordi e riviverne intensamente il dolore emotivo: ciò sortisce solo l’effetto ritraumatizzante, ma è invece più importante sperimentare e disincastrare la “scarica” di quell’energia che è rimasta bloccata durante l’evento traumatico…
Quindi, più che andare a rispolverare il trauma risulta essere maggiormente utile recuperare le nostre risorse personali e fisiologiche che, forse inconsciamente, abbiamo cercato di mettere in circolo già all’epoca del trauma evitando il peggio e che magari continuiamo ad utilizzare per garantirci la sopravvivenza, senza esserne consapevoli.
La terapia dovrebbe aiutare le persone a recuperare quelle competenze necessarie per tornare a vivere contando sulle proprie forze e strategie, se l' organismo reagisce, spesso il trauma non si verifica o si supera più rapidamente
La psicoterapia, dunque, deve essere altamente personalizzata nel trattamento dei pazienti con PTSD, infatti in alcuni di loro la ricostruzione del trauma può essere sconvolgente e portare a un peggioramento clinico. L'integrazione delle esperienze traumatiche che sono state scisse deve essere quindi dosata in base alle capacità del singolo paziente di operare una simile integrazione. Il terapeuta può dover contenere aspetti proiettati del Sé traumatizzato fino a quando il paziente sia pronto per la reintegrazione (Peebles, 1989). I clinici devono inoltre essere consapevoli che il PTSD può essere associato a preoccupazioni e tentativi di suicidio.
Obiettivo della psicoterapia dunque è il seguente:
1. Fornire una base sicura
2. elaborare il trauma, aiutando il soggetto a modulare le emozioni
3. collegare la terapia alla vita presente e futura.
E' compito della psicoterapia aiutare il paziente a sentirsi al sicuro nel mondo e a riappropriarsi di se stesso e della propria vita.
Valentina Ficili
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Articolo inserito il: 27/01/2012 - 11:55
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