
La nascita di un figlio è un evento meraviglioso sia per la madre che per il padre.
Vedere e stringere tra le braccia quel piccolo esserino che si è portato in grembo per nove lunghi mesi è una delle sensazioni più belle e profonde che l’essere umano possa provare.
A volte però questo meraviglioso evento viene turbato dalla “depressione post-partum.”
Si tratta di una forma di disturbo dell’umore che colpisce alcune donne e che può avere una durata di diverse settimane manifestandosi in qualche caso come depressione vera e propria, accompagnata nelle forme più gravi da psicosi.
E’ necessario fare un distinguo, la maggior parte delle donne nei giorni immediatamente successivi al parto, manifestano sintomi leggeri di depressione, in una forma che il pediatra e psicoanalista inglese Donald Winnicott ha denominato “baby blues”,dovuti più che altro ad una condizione ormonale e ad una situazione completamente nuova per la madre.
Il baby blues altro non è che una reazione piuttosto comune caratterizzata dai seguenti sintomi:
• crisi di pianto senza motivi apparenti
• irritabilità
• inquietudine e ansietà
che tendono generalmente a scomparire nel giro di pochi giorni.
La DEPRESSIONE POST PARTUM invece non solo dura più a lungo, ma è caratterizzata da sintomi molto più gravi.
Ovvero:
• indolenza
• affaticamento
• esaurimento
• disperazione
• inappetenza
• insonnia o sonno eccessivo
• confusione
• pianto inconsulto
• disinteresse per il bambino
• paura di far male al bambino o a se stessa
• improvvisi cambiamenti di umore
Le cause della depressione post partum continuano ad essere motivo di indagine per gli studiosi, questi ultimi imputano l’apparizione del fenomeno al calo del livello degli estrogeni e del progesterone, ma oltre al fattore ormonale altri fattori di natura psicologica sembrano determinare l’insorgenza del disturbo, come il cambiamento di ruolo della donna in ambito sociale, il timore per le sue imminenti responsabilità, il proprio aspetto fisico. La durata dei sintomi varia da qualche settimana ad un anno, con rischi di ricomparsa successiva e la cura consiste nella somministrazione di antidepressivi (con conseguente interruzione dell’allattamento) e con la psicoterapia, da proseguire anche oltre la scomparsa dei sintomi.
La psicosi post partum invece è la forma più grave di depressione e richiede misure mediche tempestive. I sintomi comprendono:
• stati di agitazione
• confusione
• pessimismo
• disagio sociale
• insonnia
• paranoia
• allucinazioni, tendenze suicide o omicide nei confronti del bambino.
La casistica delle psicosi post-partum è di una neomamma ogni mille e in alcuni casi si rende necessario il ricovero in ospedale e una serie di cure adeguate alle forme di psicosi riscontrate.
Come prevenire la depressione post-partum
Pur essendoci delle cause naturali, legate alla fisiologia della donna, è possibile prevenire o quantomeno attenuare le manifestazioni della depressione post-partum agendo soprattutto a livello psicologico, sia da parte della madre che di chi le sta attorno.
Per quanto riguarda la madre può essere molto utile, ad esempio, limitare i visitatori nei giorni del rientro a casa dopo il parto, dormire nelle stesse ore in cui dorme il neonato, seguire una dieta adeguata che eviti eccessi e l’assunzione di eccitanti come alcool e caffè, chiedere aiuto quando se ne sente il bisogno, mantenere i contatti con amici e familiari, rafforzare il rapporto con il partner e soprattutto cercare di mantenere un atteggiamento realistico nei confronti di se stessi, del bambino e la piena consapevolezza di una situazione che avrà degli alti e dei bassi ma che esaurirà le sue manifestazioni negative nell’arco di pochi giorni. Da parte del partner o comunque dei familiari può essere utile offrire aiuto nei lavori domestici, nell’alleviare gli impegni della neomamma, nel mostrare disponibilità ad ascoltare e ad offrire sostegno, ma solo se questo non incontra resistenze.
Come curare la depressione post-partum
Se necessario, se cioè i sintomi riscontrati sono di entità maggiore che non quelle di un semplice “baby blues”, la depressione post-partum può essere affrontata in ambito medico, in modo differente a seconda del tipo e della gravità dei sintomi.
Le cure possono consistere nell’assunzione di ansiolitici e antidepressivi (sotto controllo medico e sospendendo l’eventuale allattamento), nella psicoterapia e nella partecipazione a terapie di gruppo con donne che manifestano la stessa sintomatologia.
E’ necessario rivolgersi ad uno specialista quando si ha la sensazione netta di poter fare del male al proprio bambino otre che a se stesse. E quando i sintomi perdurano per più di due settimane.
E’ utile comunque parlarne,non vergognarsi di provare certe emozioni e chiedere aiuto tempestivamente per poter vivere serenamente uno dei momenti più belli e intensi per una donna e per un‘intera famiglia!!..
Valentina Ficili
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Articolo inserito il: 02/02/2012 - 10:53
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