
Sempre più donne oggi sono vittime di violenza, il più delle volte essa si consuma tra le mura domestiche., e sono proprio i coniugi o i familiari ad infliggerla…
Ancora molte donne subiscono senza ribellarsi, sopportando in silenzio abusi e soprusi che a volte possono portare perfino alla morte….I recenti fatti di cronaca hanno evidenziato che molte donne sono state vittime di violenza e nei loro rapporti “malati”hanno trovato purtroppo la morte….basti pensare a Melania Rea, Sara Scazzi e tante tante altre……
La violenza domestica è fatta di maltrattamenti fisici e psicologici,
a subirla non solo donne, ma anche bambini, esseri indifesi, che non sanno come uscire da questo “tunnel”….
L’organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato un elenco con le possibili conseguenze(sia fisiche che psicologiche) che una donna può subire in seguito alla violenza del partner:
• Lesioni addominali
• Lividi e frustate
• Sindromi da dolore cronico
• Disabilità
• Fibromialgie
• Fratture
• Disturbi gastrointestinali
• Sindrome dell'intestino irritabile
• Lacerazioni
• Sterilità
• Malattia infiammatoria pelvica
• Complicazioni della gravidanza/aborto spontaneo
• Disfunzioni sessuali
• Malattie a trasmissione sessuale, compreso HIV/AIDS
• Aborto in condizioni di rischio
• Gravidanze indesiderate
• Danni oculari
• Funzione fisica ridotta
• Abuso di alcool e droghe
• Depressione e ansia
• Disturbi dell’alimentazione e del sonno
• Sensi di vergogna e di colpa
• Fobie e attacchi di panico
• Inattività fisica
• Scarsa autostima
• Disturbo da stress post-traumatico
• Disturbi psicosomatici
• Fumo
• Comportamento suicida e autolesionista
• Comportamenti sessuali a rischio
• Mortalità legata all’AIDS
• Mortalità materna
• Omicidio
• Suicidio
Negli anni 70 il movimento del femminismo si è mobilitato contro la violenza sulle donne, si è cercato di rendere le vittime consapevoli del fatto che stessero subendo una violenza ingiustificata e che fosse arrivato i momento di dire basta!!!! Pian piano le donne hanno messo in discussione il ruolo di “marito-padre- padrone” ribellandosi ad esso e non volendo più accettare alcuna forma di violenza esercitata tra le mura domestiche.
Cosa si può fare contro la violenza domestica?
1. Fare spazio alla certezza che si viene picchiate perché si è una vittima e non una colpevole.
2. Cercare un forte sostegno psicologico.
3. Rivolgersi ai centri antiviolenza.
Negli anni 90 in Italia sono nati i primi Centri antiviolenza, nel 2008 è nata una federazione nazionale che riunisce 58 Centri antiviolenza in tutta Italia dal nome "D.i.Re: Donne in Rete contro la violenza alle donne"…a cui è possibile rivolgersi per dire basta ad un fenomeno inaccettabile e barbaro…Secondo il diritto internazionale dei diritti umani, tutti i governi hanno la responsabilità di prevenire, indagare e punire gli atti di violenza sulle donne in qualsiasi luogo si verifichino: tra le mura domestiche, sul posto di lavoro, nella comunità o nella società, durante i conflitti armati.
E' fondamentale che i governi si impegnino per rendere più forti le donne, garantendo loro indipendenza economica e protezione dei diritti fondamentali.
Valentina Ficili
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Articolo inserito il: 02/03/2012 - 18:22
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