
La Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia (o IDAHO, acronimo di International Day Against Homophobia and Transphobia) è una ricorrenza promossa dall'Unione europea che si celebra dal 2007 il 17 maggio di ogni anno. L'obiettivo della giornata è quello di promuovere e coordinare eventi internazionali di sensibilizzazione e prevenzione per contrastare il fenomeno dell'omofobia e della transfobia. In occasione della giornata mondiale dell’omofobia, mi piacerebbe attenzionare tale fenomeno e capirlo insieme!!
Con tale termine si fa riferimento alla paura e all'avversione irrazionale nei confronti dell'omosessualità e di persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (LGBT), basata sul pregiudizio. Si fa quindi riferimento ai sentimenti ostili e negativi che alcune persone provano nei confronti di soggetti che hanno gusti sessuali differenti dai loro.
Essa può manifestarsi in vari modi, dalla battutta superficiale e stupida rivolta ad una persona gay, alle offese verbali, fino ad arrivare a vere e proprie minacce o aggressioni fisiche.
Tale atteggiamento viene alimentato dal pregiudizio, dalle considerazioni errate che la sessualità può esprimersi soltanto tra sessi differenti, dalla diffidenza nei confronti dell’altro- del diverso. Gli individui omofobici, di fatto, non conoscono la realtà gay e lesbica e ne hanno un’idea astratta basata su ciò che hanno sentito dire dagli altri.
A volte può verificarsi il contrario ovvero essere in presenza di comportamenti omofobici da parte dei gay stessi,in tal caso siamo in presenza di ciò che viene definita “omofobia interiorizzata”. Essa indica l’insieme di sentimenti (rabbia, ansia, senso di colpa, ecc.) e atteggiamenti negativi verso caratteristiche omosessuali in se stessi e nelle altre persone. Quasi tutte le persone omosessuali hanno sperimentato, nel corso della propria crescita, atteggiamenti ed emozioni negative verso la propria omosessualità, resi inaccettabili a causa del “comune pensare”…ma superabili poi con lo sviluppo e le esperienze di vita!
In alcuni casi, però, l’omofobia interiorizzata può causare un disagio tale da comportare lo sviluppo e il mantenimento di vere e proprie psicopatologie.
Nella nostra società si verificano sempre più comportamenti ostili nei confronti dell’omosessualità (omofobia) tanto è vero che la maggior parte dei giovani omosessuali ha avuto per genitori persone omofobiche e, nel corso della propria infanzia e adolescenza, ha frequentato insegnanti, compagni di scuola, amici di famiglia, ecc., omofobici.
Durante il periodo di esplorazione della propria identità, e durante la scoperta della propria sessualità i gay e le lesbiche sono già consapevoli della mancanza di approvazione del comportamento omosessuale da parte della società e hanno già appreso, dal loro contesto culturale e sociale, che provare sensazioni omoerotiche non è un atteggiamento positivo, ma negativo e deplorevole. Ecco perché è spesso inevitabile che durante l’adolescenza gli omosessuali si percepiscano come diversi e inadeguati e che molti di loro scelgano il ritiro sociale e l’isolamento.
L'isolamento della persona omosessuale avviene secondo un modello ciclico. In un primo momento l’adolescente gay o lesbica non riesce a spiegare a se stesso la propria diversità ed è solo con il trascorrere del tempo che diventa consapevole di provare attrazione e sentimenti di amore nei confronti di persone dello stesso sesso. Tale consapevolezza, dal momento che viviamo in un contesto omofobico, può compromettere in modo serio la conduzione della vita sociale di alcuni, che preferiscono isolarsi e vivere la propria omosessualità nella segretezza. Altri, invece, si nascondono dietro uno stile di vita convenzionale, aumentando il divario tra “identità pubblica” e “identità privata o omosessuale”. Inoltre, durante l’adolescenza, molti omosessuali hanno paura che le altre persone vengano a conoscenza del proprio orientamento sessuale e sviluppano, per questo, una maggiore attenzione nei confronti del contesto sociale di appartenenza, quindi diventano più sensibili alle offese dei loro coetanei.
Lo sviluppo di una rete di amicizie per i giovani gay e lesbiche, per questo motivo, avviene molto lentamente, soprattutto a causa della paura di essere rifiutati dai loro compagni. La paura del rifiuto fa sì che spesso molti giovani omosessuali diventino dipendenti da una piccola rete di persone alle quali hanno rivelato (coming out) il loro orientamento sessuale. Così, durante l’adolescenza, si trovano a parlare di sé e dei propri problemi con poche persone e, nello stesso tempo, a nascondere la propria sessualità a tutti gli altri (inclusi genitori e fratelli). Tale situazione intensifica la percezione della loro diversità. Infine, la difficoltà di parlare con gli altri di sé favorisce nei giovani gay e lesbiche l’interiorizzazione acritica degli assunti omofobici ed eterosessisti della società, che sono causa dell’isolamento stesso.
Si dovrebbe cercare di porsi nei panni dell’altro, di guardare con i loro occhi per capire veramente come ci si sente ad amare un essere del proprio sesso, perché l’amore in qualunque forma si presenti ha il diritto di essere vissuto, sempre!!
Valentina Ficili
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Articolo inserito il: 17/05/2012 - 12:15
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