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Dazi, cosa significano gli 'accordi' per Trump

Donald Trump minaccia dazi alle stelle, pubblica "lettere" su Truth, parla di "accordi". Con Paesi da una parte all'altra del mondo. Anche ieri ha usato il termine "accordo" in riferimento a documenti che non hanno trovato il consenso di altri Paesi, le "lettere"...
Pubblicata il: 09-07-2025 - 13:41
Adnkronos

(Adnkronos) - Donald Trump minaccia dazi alle stelle, pubblica "lettere" su Truth, parla di "accordi". Con Paesi da una parte all'altra del mondo. Anche ieri ha usato il termine "accordo" in riferimento a documenti che non hanno trovato il consenso di altri Paesi, le "lettere" pubblicate su Truth con i dazi 'aggiornati' in assenza di una qualche forma di intesa entro il primo agosto. Dal suo punto di vista "una lettera significa un accordo". Oggi, ha evidenziato sul New York Times Ana Swanson che da anni si occupa di commercio ed economia internazionale, cosa si intenda per accordo commerciale è diventata una "domanda insidiosa" e per il presidente degli Stati Uniti "Dazi Trump, von der Leyen: "Lavoriamo a soluzione negoziata con Usa" sembra essere praticamente tutto ciò che vuole che sia". 

Le 'storiche' intese commerciali sono fatte da centinaia di pagine, messe a punto spesso dopo anni di negoziati. La seconda amministrazione Trump, si legge sul Nyt, ha dimostrato sinora poco interesse o poca pazienza per negoziati commerciali esaustivi. I tradizionali accordi di libero scambio, oltre alla complessità negoziale, richiedono anche l'approvazione del Congresso, evidenzia l'analisi ricordando quello che a maggio è stato annunciato dalla Casa Bianca come uno "storico accordo commerciale" con il Regno Unito, "poche pagine" e "molte promesse ancora da negoziare". Un quadro per futuri colloqui, dicono alcuni osservatori. 

E come "accordo commerciale" è stato presentato anche quello della scorsa settimana con il Vietnam. Su Truth il presidente ha scritto che "sarà un grande accordo di cooperazione tra i nostri due Paesi", con la prospettiva di dazi al 20% sulle importazioni dal Vietnam, ma da allora - ha sottolineato ancora il Nyt - non è stato diffuso pubblicamente un testo o almeno una scheda per descrivere cosa sia stato concordato. 

Dopo il Regno Unito, il 12 maggio la Casa Bianca ha presentato come "accordo" la tregua sui dazi concordata con la Cina. Trump, evidenzia il Nyt, ha anche iniziato a riferirsi alla tregua commerciale con il gigante asiatico parlando di "accordo commerciale", pur trattandosi di un'intesa tra i due governi per fare marcia indietro sulle misure tariffarie e su altre misure che erano state adottate al culmine della guerra di dazi e controdazi. "In genere un accordo commerciale porta cambiamenti nelle regole del commercio, ma questa tregua ha solo riportato le relazioni allo status quo", ha osservato Swanson nella sua analisi. "Abbiamo avuto un ottimo rapporto con la Cina ultimamente - ha detto ieri Trump in dichiarazioni rilanciate dai media americani dopo la riunione di gabinetto alla Casa Bianca - Sinceramente, sono stati molto onesti sul nostro accordo commerciale". 

Lunedì erano quasi tutte identiche le "lettere" pubblicate da Trump su Truth per informare Giappone e Corea del Sud per primi, ma anche Sudafrica e altri Paesi, dei dazi che potrebbero essere imposti sui loro prodotti. E il Nyt sottolinea come, dopo aver spostato dal 9 luglio al primo agosto la 'deadline' per accordi sui dazi con i singoli Paesi, Trump sia sembrato indicare che le future possibilità di negoziare potrebbero essere limitate. "Non possiamo incontrare 200 Paesi", ha detto il tycoon.  

Al Time ad aprile diceva che "l'accordo è un accordo che scelgo io". E, conclude il Nyt, la principale ragione per cui i nuovi accordi dell'Amministrazione sono così limitati sta anche nei tempi ristretti. Per Nisha Biswal di Asia Group citata dal giornale semplicemente "pensare di arrivare a un accordo davvero solido e completo in poche settimane o mesi, credo sia davvero irrealistico, perché c'è molto da negoziare dal punto di vista del testo legale e questi negoziati, per la loro stessa natura, richiedono tempo". Trump è il presidente delle "lettere" dopo il 'Liberation Day'. 

Fonte: Adnkronos

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