Inceneritori contestati

Inceneritori di Palermo e Catania, associazioni contro i progetti: ''La Regione fermi l'iter, troppe criticità e rischi''

Legambiente, WWF, Zero Waste e altre associazioni ambientaliste, sindacali e dei consumatori chiedono alla Regione di fermare l'iter per gli impianti di Palermo e Catania. Contestate presunte carenze documentali, criticità progettuali e valutazioni ritenute insufficienti sugli impatti ambientali e sanitari. In alternativa viene chiesta un'inchiesta pubblica.
|
Pubblicata il: 11/09/2026 - 11:59
|
Legambiente Sicilia

Fermare l'iter autorizzativo dei nuovi inceneritori di Palermo e Catania e ritirare i progetti o, qualora la Regione decidesse di procedere, avviare un'inchiesta pubblica. È la richiesta rivolta all'Assessorato regionale dell'Ambiente da un fronte composto da associazioni ambientaliste, organizzazioni sindacali e rappresentanti dei consumatori.

A sottoscrivere l'appello sono Legambiente Sicilia, WWF Sicilia, Zero Waste Sicilia, Lipu Sicilia, Associazione Idrotecnica Italiana - Sicilia orientale, Cgil Sicilia, Arci Sicilia, Federconsumatori Sicilia e Italia Nostra Sicilia.

Secondo le organizzazioni, durante le Conferenze dei Servizi relative al PAUR - Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale sarebbero emerse lacune nella documentazione e diverse criticità procedurali, tecniche e progettuali. Contestazioni che, sostengono i firmatari, renderebbero necessario interrompere l'iter per approfondire gli effetti dei due impianti.

I progetti prevedono due strutture con una capacità indicata di 300 mila tonnellate di rifiuti all'anno ciascuna. Le associazioni sollevano dubbi, tra l'altro, sul circuito idrico, sulla resa di combustione ed energetica e sulla disponibilità in Sicilia di strutture adeguate alla gestione dei residui e dei reflui prodotti.

I rilievi sull'impianto di Bellolampo

Particolare attenzione viene dedicata al progetto previsto a Bellolampo, Palermo. Secondo le associazioni, sarebbe ancora necessario definire in maniera adeguata il quadro dei rifiuti destinati all'impianto, a partire dai codici EER, dalle quantità, dalle caratteristiche e dalla loro provenienza.

Per i firmatari si tratta di informazioni indispensabili per valutare emissioni, residui e impatti ambientali complessivi.

Tra i punti contestati viene citata anche la localizzazione dell'inceneritore a Bellolampo e il conseguente incremento del traffico pesante legato al trasporto dei rifiuti provenienti dalle province di Palermo, Trapani, Agrigento e Caltanissetta.

Le associazioni richiamano inoltre alcune osservazioni formulate dall'Area delle Politiche Ambientali del Comune di Palermo, sostenendo che restino da approfondire gli effetti sulla salute pubblica e sulla qualità dell'aria.

Un'altra questione riguarda la prevista gestione del percolato concentrato trattato con osmosi inversa e la sua reimmissione nel corpo della discarica. Secondo i firmatari, questa soluzione richiederebbe ulteriori valutazioni rispetto alla stabilità del sito e all'eventuale accumulo di sostanze inquinanti.

Vengono poi richiamate le possibili interferenze delle emissioni con la vicina Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e la necessità, secondo le associazioni, di considerare le condizioni ambientali già esistenti nell'area.

Sicurezza, rischio esplosioni e osservazioni dei Vigili del Fuoco

Nell'appello viene citata anche una nota del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Palermo, che, secondo quanto riportato dalle associazioni, avrebbe evidenziato la necessità di integrare la valutazione del rischio di esplosione ATEX, considerando sia il metano utilizzato nell'impianto sia le possibili atmosfere esplosive generate dalle polveri combustibili.

Sempre secondo la ricostruzione fornita dai firmatari, sarebbe stata richiesta anche una verifica sull'eventuale applicazione della normativa relativa ai rischi di incidenti rilevanti, in funzione delle sostanze e dei quantitativi presenti.

Le contestazioni sul progetto di Catania

Critiche vengono avanzate anche nei confronti dell'inceneritore previsto a Catania. Le associazioni chiedono maggiori approfondimenti sugli impatti sanitari e ambientali e sulle possibili interferenze con il vicino aeroporto di Fontanarossa, comprese le emissioni derivanti dal traffico aereo.

Nel documento viene inoltre contestata la modifica del Piano Paesaggistico di Catania, che avrebbe interessato il regime di tutela dell'area destinata all'impianto. Anche su questo passaggio le associazioni sollevano dubbi sulla procedura seguita.

«Non siamo di fronte a semplici approfondimenti istruttori, ma alla mancanza di documentazione essenziale e a modifiche e integrazioni che incidono sulla struttura stessa del progetto», sostengono le organizzazioni firmatarie.

Secondo le associazioni, le criticità riscontrate confermerebbero le contestazioni già avanzate nei confronti della scelta di realizzare i due inceneritori, considerati «insostenibili sia dal punto di vista ambientale sia da quello economico».

Da qui la richiesta all'Assessorato regionale dell'Ambiente di sospendere le Conferenze dei Servizi e ritirare le proposte progettuali. Qualora invece l'iter dovesse proseguire, i firmatari chiedono l'avvio di un'inchiesta pubblica, così da consentire un confronto aperto sugli aspetti tecnici, sanitari e ambientali dei due impianti.

Letto: 1237 volte
Fonte: Legambiente Sicilia

Leggi anche

Emergenza ambientale
Ecomafia 2026, Sicilia prima per incendi: 657 roghi e oltre 50 mila ettari interessati
Puliamo il Mondo
''Puliamo il Mondo'', volontari in azione in tutta la Sicilia: a Palermo raccolta dei rifiuti in piazza Giulio Cesare e all'Arenella
Ghiacci in ritirata
Groenlandia e Antartide, persi oltre 11 mila miliardi di tonnellate di ghiaccio: mari più alti di 3 centimetri
Vulcani e bufale
Vulcani, 18 falsi miti sotto la lente degli scienziati: dall'Etna ai video fake creati con l'IA
Paesaggio e tutela
Piano paesaggistico di Palermo, Legambiente difende la Soprintendenza: ''Basta attacchi, i sindaci entrino nel merito''
Raccolta rifiuti
Palermo, mini isole ecologiche nelle borgate marinare: al via le installazioni da Arenella a Mondello
biometano dai rifiuti
Bellolampo, al via il primo impianto siciliano per produrre biometano dai rifiuti: gas pulito per 10.500 famiglie
Inceneritori
Inceneritori in Sicilia, Federconsumatori: ''No agli impianti di Palermo e Catania, mettono a rischio salute e ambiente''

In Primo Piano

Vertenza sindacale
Vertenza sindacale
WindTre, sciopero nazionale il 12 ottobre: a Palermo sit-in di 600 lavoratori contro lo stallo del contratto integrativo
Illuminazione pubblica
Illuminazione pubblica
Palermo, via Carmelo Lazzaro al buio da otto mesi. Davì: ''AMG Energia intervenga subito''
Emergenza abitativa
Emergenza abitativa
Palermo, sgomberato l'ex Salvemini in viale Michelangelo: oltre 40 famiglie nell'edificio a rischio crollo
Decoro urbano
Decoro urbano
Palermo, stop allo sversamento di liquami in via del Celso. Calabrese: ''Problema risolto, ora controlli in tutto il centro storico''

La parola alla città

Illuminazione pubblica
Illuminazione pubblica
Palermo, via Carmelo Lazzaro al buio da otto mesi. Davì: ''AMG Energia intervenga subito''
Degrado urbano
Degrado urbano
Palermo, lo scandalo del quartiere Zen 2: 18 milioni sulla carta, ma tra le strade regna il degrado da decenni
Decoro urbano
Decoro urbano
Diserbo in via Monti Iblei, Cuticchio: ''Intervengono le associazioni, il Comune che fa?''

Appuntamenti

Cinema internazionale
Cinema internazionale
Palermo, al Cinema Rouge et Noir ''Stille Post'': il film sulla manipolazione delle notizie e le immagini di guerra
Arte e performance
Arte e performance
Palermo, il Teatro del Fuoco torna a Palazzo Branciforte: il 24 ottobre lo spettacolo ''Voci della Città''
Teatro partecipato
Teatro partecipato
Palermo, ''La Rosa Invisibile'' a Villa Boscogrande: cittadini e artisti insieme sul palco

Opinioni a confronto

Oltre la cronaca
dimissioni Schifani
prime Comunioni
futuro di Mondello