No agli impianti

Inceneritori di Palermo e Catania, Legambiente, WWF e Zero Waste: ''Progetti con gravi criticità, serve un dibattito pubblico''

Legambiente Sicilia, Zero Waste Sicilia e WWF Sicilia contestano i progetti dei termovalorizzatori di Palermo e Catania, chiedendo alla Regione di sospendere l'iter e avviare un confronto pubblico con i cittadini.
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Pubblicata il: 10/07/2026 - 11:17
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I progetti dei nuovi termovalorizzatori di Palermo e Catania finiscono nel mirino delle principali associazioni ambientaliste siciliane. Legambiente Sicilia, Zero Waste Sicilia e WWF Sicilia hanno presentato le proprie osservazioni tecniche contro i due impianti, chiedendo alla Regione Siciliana di sospendere l'iter autorizzativo e avviare un dibattito pubblico con cittadini ed esperti.

Secondo le associazioni, i documenti progettuali presenterebbero numerose criticità, tra cui valutazioni incomplete sugli impatti ambientali e sanitari, costi elevati e una pianificazione che rischierebbe di compromettere gli obiettivi dell'economia circolare e della raccolta differenziata.

Nel mirino c'è la previsione di impianti in grado di trattare 600 mila tonnellate di rifiuti all'anno, una capacità che, secondo gli ambientalisti, non terrebbe conto della diminuzione della popolazione e dei target europei che impongono un progressivo incremento del riciclo.

Le associazioni sostengono inoltre che, per mantenere in funzione gli impianti, la Sicilia potrebbe essere costretta a destinare all'incenerimento anche materiali potenzialmente riciclabili, con ricadute economiche che, a loro giudizio, finirebbero per gravare sulla Tari pagata dai cittadini.

Tra le contestazioni figura anche il previsto utilizzo di circa 40 mila tonnellate annue di fanghi di depurazione, che secondo gli ambientalisti verrebbero sottratti al possibile riutilizzo agricolo in un territorio già fortemente colpito dalla siccità.

Per quanto riguarda il progetto di Bellolampo, le associazioni evidenziano che nella documentazione tecnica l'impatto cumulativo delle emissioni sulla salute pubblica risulterebbe indicato come "non determinato", ritenendo insufficiente la valutazione degli effetti derivanti dalla presenza dell'impianto insieme alle altre fonti emissive già esistenti nell'area.

Criticità vengono segnalate anche per il progetto di Catania, dove le associazioni contestano la previsione di conferimento di rifiuti speciali da parte delle aziende e ritengono insufficienti le valutazioni sui consumi idrici e sugli effetti sulle aree naturali circostanti.

«Non si risolve l'emergenza rifiuti nascondendo la polvere sotto il tappeto o, in questo caso, liberando fumi nell'aria senza averne calcolato l'impatto», dichiarano i presidenti di Legambiente Sicilia, Tommaso Castronovo, Zero Waste Sicilia, Anna Bonforte, e WWF Sicilia, Pietro Ciulla.

«I cittadini di Palermo e Catania hanno il diritto sacrosanto di sapere cosa respireranno nei prossimi trent'anni. Per questo chiediamo che la Regione sospenda l'iter e apra subito un'Inchiesta pubblica: un confronto trasparente nel quale i tecnici delle società proponenti dovranno rispondere alle domande dei cittadini, davanti all'intera comunità».

Le tre associazioni annunciano infine che, qualora il procedimento dovesse proseguire senza tenere conto delle osservazioni presentate, valuteranno il ricorso alle vie legali per chiedere il blocco dei progetti.

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Fonte: Legambiente Sicilia

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