Paesaggio e tutela

Piano paesaggistico di Palermo, Legambiente difende la Soprintendenza: ''Basta attacchi, i sindaci entrino nel merito''

Legambiente Sicilia interviene sulle contestazioni al Piano paesaggistico della provincia di Palermo e difende il lavoro della Soprintendenza. Tommaso Castronovo invita i Comuni a utilizzare la fase delle osservazioni per proporre modifiche: ''Il confronto si faccia nel merito''.
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Pubblicata il: 10/09/2026 - 12:38
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Il Piano paesaggistico della provincia di Palermo può essere discusso, corretto e migliorato, ma il confronto deve avvenire nel merito e attraverso gli strumenti previsti, senza trasformare la Soprintendenza di Palermo nel bersaglio di una contrapposizione politica. È la posizione espressa da Legambiente Sicilia, che interviene sulle contestazioni sollevate in questi giorni da alcune amministrazioni comunali.

L'associazione ambientalista esprime sostegno al lavoro della Soprintendenza e invita a riportare il dibattito nelle sedi previste dalla procedura, utilizzando in particolare la fase delle osservazioni per evidenziare eventuali criticità e avanzare proposte di modifica.

Legambiente riconosce come legittimo il dissenso dei Comuni e il diritto dei sindaci a rappresentare le esigenze dei territori amministrati. A essere contestato dall'associazione è invece il metodo scelto da alcune amministrazioni, con un confronto che rischierebbe, secondo Legambiente, di spostarsi dal merito tecnico del Piano a una contrapposizione politica e mediatica.

«Non comprendiamo quale utilità possa avere una campagna di attacchi alla Soprintendenza quando la procedura offre a tutti i soggetti interessati una sede precisa per entrare nel merito del Piano», afferma Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia.

La procedura consente infatti a Comuni, enti, associazioni e cittadini di presentare osservazioni, segnalare incongruenze e formulare proposte supportate da argomentazioni e documentazione.

«Se esistono errori, incongruenze o previsioni che i Comuni ritengono non adeguate alle caratteristiche dei propri territori, è nelle osservazioni che devono essere rappresentati e documentati. È questo il confronto istituzionale che ci aspettiamo da chi ha la responsabilità di amministrare il territorio», prosegue Castronovo.

"Il Piano si può correggere, la tutela non va indebolita"

L'appello è quindi rivolto direttamente ai sindaci affinché utilizzino gli strumenti previsti per chiedere eventuali correzioni al Piano paesaggistico, evitando però, secondo l'associazione, di mettere in discussione il ruolo dell'istituzione incaricata della tutela.

«Ai sindaci chiediamo di utilizzare fino in fondo questa opportunità, perché un Piano paesaggistico si può discutere, migliorare e correggere, ma non si può pensare di indebolire la tutela delegittimando chi è chiamato a garantirla», sottolinea il presidente di Legambiente Sicilia.

Per l'associazione, al centro del confronto deve rimanere la salvaguardia di un bene che supera gli interessi delle singole amministrazioni e le diverse fasi politiche.

«Il paesaggio non appartiene a un'amministrazione, a una Soprintendenza o a una stagione politica: è un patrimonio collettivo e come tale deve essere governato, tutelato e trasmesso alle generazioni future», conclude Tommaso Castronovo.

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Fonte: Legambiente Sicilia

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