Memoria e legalità

Claudio Domino, 40 anni dopo: Palermo ricorda il bambino ucciso da Cosa Nostra

Dal 6 al 9 ottobre iniziative tra Palermo e Capaci per il 40° anniversario dell'omicidio di Claudio Domino. Scuole, istituzioni, associazioni e artisti coinvolti in quattro giornate dedicate soprattutto alle nuove generazioni.
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Pubblicata il: 01/10/2026 - 08:52
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A quarant'anni dall'omicidio di Claudio Domino, Palermo torna a ricordare il bambino di undici anni ucciso il 7 ottobre 1986. Dal 6 al 9 ottobre un programma di commemorazioni, incontri, spettacoli e iniziative coinvolgerà Palermo e Capaci, con una particolare attenzione alle scuole e alle nuove generazioni.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Palermo, nasce con l'obiettivo di andare oltre la commemorazione e restituire ai più giovani la storia e la dimensione umana di Claudio, attraverso il coinvolgimento di istituzioni, associazioni, artisti e realtà impegnate nella promozione della memoria e della cultura della legalità.

Un ulivo per Claudio a Capaci

Il programma prenderà il via martedì 6 ottobre alle 10, al Parco Regionale della Memoria di Capaci, dove sarà piantato un ulivo in memoria di Claudio Domino.

L'iniziativa sarà curata dall'Associazione Quarto Savona Quindici e vedrà la partecipazione della famiglia Domino, delle istituzioni e della comunità cittadina e scolastica.

Il momento centrale delle commemorazioni arriverà mercoledì 7 ottobre, nel giorno del 40° anniversario dell'uccisione.

Alle 9, in via Claudio Domino, si svolgerà la commemorazione con la deposizione di una corona d'alloro e la partecipazione degli studenti degli istituti I. Florio - San Lorenzo, Alessandra Siragusa, Casteldaccia e Giovanni Falcone.

Saranno presenti, tra gli altri, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, la vice sindaca Brigida Alaimo, l'assessore alla Cultura Antonio Rini, il presidente della Corte d'Appello di Palermo Antonio Balsamo, la presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo, Francesco Accordino, vicequestore e dirigente della Sezione Squadra Omicidi della Polizia di Stato negli anni Ottanta e Novanta, e i genitori di Claudio, Graziella Accetta e Antonio Domino.

La storia di Claudio raccontata con l'Opera dei Pupi

Alle 11.30 e alle 12.30, in piazza Bologni, sarà rappresentato “Pupi Antimafia”, spettacolo curato da Angelo Sicilia e rivolto soprattutto agli studenti.

Il linguaggio dell'Opera dei Pupi diventerà così uno strumento per raccontare alle nuove generazioni la storia di Claudio e affrontare i temi della memoria e della legalità.

Sempre il 7 ottobre, alle 17, ai Cantieri Culturali alla Zisa – Sala Perriera, sarà presentato il libro “Il Palazzo dei Pupi”. Sono previsti gli interventi di Antonio Balsamo, Francesco Accordino, Carmine Mancuso e Antonio Ingroia. Modererà il giornalista Roberto Greco, con letture affidate a Stefania Blandeburgo.

Gli studenti all'Aula Bunker

Il programma continuerà giovedì 8 ottobre alle 9 con un incontro con gli studenti all'Aula Bunker, dedicato a Claudio Domino e ai temi della memoria, della legalità e dell'impegno civile, alla presenza della famiglia, delle autorità e delle comunità scolastiche.

Alle 10, 11 e 12, in piazza Bologni, torneranno gli spettacoli di “Pupi Antimafia”.

Le rappresentazioni proseguiranno anche venerdì 9 ottobre, sempre in piazza Bologni, negli stessi orari, con altri appuntamenti rivolti agli studenti.

“La memoria ha senso quando parla alle nuove generazioni”

A raccontare anche il volto più personale di Claudio è la cugina Delia Accetta, che ricorda l'infanzia trascorsa insieme e l'ultimo incontro con il bambino.

«Come cugina di Claudio sento il bisogno di custodire il ricordo di quel bambino con il quale ho condiviso una parte della mia infanzia, fatta di giochi, risate e piccoli momenti che oggi custodisco con particolare affetto», racconta Delia Accetta.

Tra i ricordi c'è quello dell'ultima visita di Claudio mentre lei si trovava in ospedale dopo un intervento di appendicite: «Ricordo ancora che si era mangiato tutti i miei cioccolatini. È un ricordo semplice, quasi tenero, ma è uno dei ricordi che conservo di lui e che oggi sento ancora più preziosi».

A quarant'anni di distanza, sottolinea Accetta, l'intento è far conoscere Claudio ai ragazzi non soltanto come vittima.

«Claudio aveva soltanto undici anni e la sua storia non può essere consegnata al passato. Per questo abbiamo scelto di costruire un percorso rivolto soprattutto ai ragazzi, perché possano conoscere Claudio non soltanto come una vittima, ma come un bambino, con i suoi sogni, la sua vita e il suo futuro interrotto. La memoria ha senso quando riesce a parlare alle nuove generazioni e a diventare futuro».

Alla realizzazione delle iniziative collaborano una rete di istituzioni, associazioni e realtà culturali e sociali, tra cui Le Baccanti e l'Associazione Quarto Savona Quindici, insieme agli artisti Angelo Sicilia e Stefania Blandeburgo.

Quattro giornate nelle quali il ricordo di Claudio Domino passerà attraverso un ulivo, l'Opera dei Pupi, un libro e soprattutto l'incontro con bambini e studenti. Un percorso costruito affinché, quarant'anni dopo, la memoria possa continuare a parlare alle nuove generazioni.

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