fiume Salso

Rischio idrogeologico in Sicilia, Cambiano: ''Clima estremo e burocrazia ferma, il fiume Salso è una bomba a orologeria''

L'onorevole Angelo Cambiano lancia l'allarme sulla fragilità del territorio siciliano e sullo stato critico del fiume Salso a Licata, tra mancata manutenzione e ritardi della Regione.
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Pubblicata il: 28/01/2026 - 10:07
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«Sicilia fragile, tra clima estremo e territori abbandonati: la pioggia corre veloce, ma la burocrazia resta ferma». È un atto d’accusa diretto quello dell’onorevole Angelo Cambiano, che torna a puntare i riflettori sulla drammatica situazione del fiume Salso e sul rischio idrogeologico che incombe su ampie aree della Sicilia, a partire dal territorio di Licata.

Nei mesi scorsi Cambiano ha presentato un’interrogazione urgente all’Assemblea Regionale Siciliana per denunciare lo stato critico del letto del fiume Salso: in diversi tratti il corso d’acqua risulta soffocato da sedimenti, vegetazione incontrollata e ostruzioni, comprese paratie in cemento che ne riducono pericolosamente la sezione idraulica. «Da allora, il vuoto – attacca il deputato regionale –. Nonostante l’urgenza, il Governo regionale non ha fornito risposte. La lentezza della burocrazia si scontra con la paura di chi vive e lavora su questi territori».

Il quadro si inserisce in un contesto sempre più segnato dai cambiamenti climatici, che stanno moltiplicando eventi meteorologici estremi: piogge intense e concentrate, frane, allagamenti ed esondazioni sono ormai una costante, con conseguenze pesantissime per infrastrutture, abitazioni e attività produttive. L’esondazione del fiume Salso del 19 ottobre 2024 nella piana di Licata aveva già evidenziato la vulnerabilità idraulica dell’area, ma i recenti fenomeni atmosferici e il passaggio del ciclone Harry hanno rilanciato l’allarme.

«Non siamo di fronte a eventi imprevedibili – sottolinea Cambiano – ma al risultato di anni di mancata manutenzione e di assenza di una strategia seria di prevenzione. Quanto accaduto nei giorni scorsi conferma che il problema non può più essere ignorato».

Nell’interrogazione parlamentare, il deputato evidenzia come gli interventi della Protezione Civile si concentrino esclusivamente sul tratto urbano del fiume, finanziato con risorse risalenti al 2017, mentre restano scoperti i tratti a monte della SS 115, proprio quelli più vicini alle aree agricole che hanno subito i danni maggiori durante le esondazioni dell’ottobre 2024. Una situazione che espone nuovamente il territorio al rischio di allagamenti devastanti.

«È paradossale – incalza Cambiano – che si intervenga solo dove il problema è più visibile, lasciando scoperti i tratti che rappresentano una concreta fonte di rischio. Senza una messa in sicurezza complessiva del corso d’acqua, continueremo a rincorrere le emergenze».

Il deputato ha chiesto alla Regione se siano state avviate verifiche tecniche sulla compromissione della sezione idraulica del Salso, quali risorse si intendano destinare agli interventi ancora scoperti e quali siano i tempi per l’avvio delle opere necessarie. Ma soprattutto sollecita la definizione di un piano strutturale e permanente di manutenzione e monitoraggio.

Il riferimento alla frana di Niscemi rafforza il messaggio: «Non è un caso isolato – conclude Cambiano – ma il simbolo di una regione in cui quasi tutti i comuni hanno porzioni di territorio a rischio idrogeologico. La prevenzione non può essere episodica né affidata all’emergenza. Serve una visione continua, responsabile e concreta».

 

 

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