Cardiochirurgia mininvasiva

Fibrillazione atriale e rischio ictus, al Maria Eleonora Hospital di Palermo i primi interventi in Sicilia con AtriClip

Al Maria Eleonora Hospital avviato un programma per pazienti ad alto rischio di ictus che non possono assumere anticoagulanti. I primi interventi con AtriClip PRO2 sono stati eseguiti con tecnica totalmente toracoscopica e ''stand-alone''.
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Pubblicata il: 01/10/2026 - 13:12
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Maria Eleonora Hospital

Nuova procedura di cardiochirurgia mininvasiva in Sicilia per il trattamento della fibrillazione atriale nei pazienti ad alto rischio di ictus e con controindicazioni assolute alla terapia farmacologica anticoagulante. Al Maria Eleonora Hospital di Palermo sono stati eseguiti i primi interventi nell'Isola di posizionamento del dispositivo AtriClip PRO2 attraverso un approccio totalmente toracoscopico e "stand-alone", cioè non associato ad altri interventi a cuore aperto.

L'équipe guidata dal prof. Khalil Fattouch, Responsabile della Cardiochirurgia della struttura palermitana, ha effettuato gli interventi nell'ambito di un programma dedicato ai pazienti che non possono ricorrere alla terapia anticoagulante.

La fibrillazione atriale rappresenta l'aritmia cardiaca più diffusa. Secondo i dati della letteratura scientifica riportati dalla struttura, interessa circa 1,1 milioni di persone in Italia, mediamente un anziano su 12 tra gli ultrasessantacinquenni, con percentuali superiori al 16% tra gli over 85. Per chi ne soffre, il rischio di un ictus cerebrale viene indicato come cinque volte superiore rispetto alla popolazione generale.

Proiettando questi dati sulla realtà siciliana, viene ipotizzata una platea di oltre 90 mila persone che convivono con questa forma di aritmia. Una parte dei pazienti non riceverebbe una profilassi adeguata a causa del rischio emorragico o di complicanze gastriche e cerebrali associate all'utilizzo degli anticoagulanti.

Nei soggetti affetti da fibrillazione atriale, oltre il 90% dei coaguli di sangue responsabili degli ictus cardioembolici si forma nell'auricola, o appendice atriale sinistra. La procedura adottata a Palermo punta proprio a escludere questa struttura dal flusso sanguigno.

«Oggi i pazienti anziani e complessi sono molti – spiega il prof. Khalil Fattouch –. Fino ad ora, i pazienti che non tolleravano l'anticoagulazione rimanevano spesso non trattati, dovendo sospendere i farmaci con tutti i gravissimi rischi connessi. L'introduzione di questo approccio risponde a un bisogno clinico fondamentale: l'AtriClip applica una compressione lineare sulla base dell'auricola, escludendola dal flusso sanguigno ed eliminando alla radice il rischio che si formino trombi al suo interno».

La chiusura dell'auricola può essere effettuata principalmente attraverso due modalità: percutanea, intervenendo dall'interno del vaso, oppure toracoscopica, agendo dall'esterno mediante una clip. Il programma avviato al Maria Eleonora Hospital utilizza quest'ultima tecnica.

«Se il paziente è in grado di tollerare circa mezz'ora di intubazione con monoventilazione polmonare, la tecnica toracoscopica è da preferire per diversi motivi – prosegue Fattouch –. Innanzitutto, questa tecnica supera i limiti legati alla conformazione specifica dell'auricola che a volte impedisce la chiusura dall'interno. Con la clip esterna, invece, possiamo intervenire su qualsiasi anatomia».

Secondo Fattouch, l'approccio toracoscopico permette inoltre di intervenire anche quando nell'auricola è già presente un trombo e consente di evitare il rischio di migrazione del dispositivo nelle cavità cardiache.

La procedura prevede tre piccoli accessi sul torace per l'introduzione degli strumenti videoscopici, mentre il paziente si trova in anestesia generale. Prima dell'operazione vengono effettuati gli esami di routine e una valutazione anestesiologica per verificare la capacità polmonare.

Durante l'intervento l'équipe utilizza l'ecocardiografia transesofagea, combinata con la videoscopia ad alta definizione, per guidare il posizionamento della clip.

«Dopo la chiusura dell'auricola e il risveglio, la terapia anticoagulante può essere sospesa immediatamente – evidenzia il prof. Fattouch –. Già il giorno successivo all'intervento il paziente può essere dimesso e tornare a casa. Siamo certi che questa clip sia uno strumento utilissimo e di grande impatto sociale».

Il Maria Eleonora Hospital si occupa del trattamento delle patologie cardiovascolari attraverso differenti possibilità di intervento, valutate dall'Heart Team per individuare l'approccio indicato per il singolo paziente.

«Il percorso di crescita di Maria Eleonora Hospital come centro di eccellenza per la cardiochirurgia e la cardiologia interventistica in Sicilia prosegue con ottimi risultati – commenta il dott. Massimo Salardino, Amministratore Delegato della struttura palermitana di GVM Care & Research –. Portare novità e innovazioni a beneficio dei cittadini della nostra isola significa offrire ai pazienti risposte concrete a bisogni clinici, riducendo al tempo stesso la necessità di andare fuori regione».

«Continueremo a investire in competenze, tecnologie e modelli organizzativi avanzati per offrire ai siciliani cure sempre più efficaci e accessibili, contribuendo allo sviluppo di una sanità d'eccellenza radicata nel territorio», conclude Salardino.

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Fonte: Maria Eleonora Hospital

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