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Recensione: ''L'arte della truffa'' al Teatro Golden di Palermo, Biagio Izzo conquista il pubblico con ironia e ritmo

Grande successo al Teatro Golden di Palermo per ''L'arte della truffa'', la commedia brillante con Biagio Izzo diretta da Augusto Fornari. Tra equivoci, risate e riflessioni morali, lo spettacolo coinvolge il pubblico con ritmo ed energia, confermando il talento della compagnia.
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Pubblicata il: 23/03/2026 - 10:10
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Al Teatro Golden di Palermo, la stagione Turi Ferro propone, con grande successo di pubblico, lo spettacolo L’arte della truffa con Biagio Izzo e la regia di Augusto Fornari. In scena anche Carla Ferraro, Roberto Giordano, Ciro Pauciullo, Arduino Speranza e Adele Vitale. Il testo è di Augusto Fornari, che firma anche la regia, insieme a un team di autori composto dallo stesso Fornari, dal fratello Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli. Le scene sono di Massimo Comune, il disegno luci di Luigi Raia, le musiche del Gruppo Smp e i costumi di Federica Calabrese.

Lo spettacolo vede Izzo nei panni di Francesco, un truffatore incallito che sconvolge la tranquilla vita di suo cognato Gianmario (interpretato da Roberto Giordano), un uomo d’affari integerrimo, e di sua moglie Stefania (Carla Ferraro). Ci sono poi un monsignore schietto (Arduino Speranza), una vivace brasiliana (Adele Vitale) e un carabiniere rigoroso (Ciro Pauciullo).

Con L’arte della truffa si conferma ancora una volta il talento di Biagio Izzo e degli attori della sua compagnia, nonché la loro capacità di far ridere il pubblico. Questa è la sensazione emersa alla prima dello spettacolo del 17 marzo al Teatro Golden di Palermo.

La commedia è stata inserita nella stagione teatrale Turi Ferro ed è stata rappresentata dal 13 al 29 marzo 2026 all’ABC di Catania, con un’imperdibile tre giorni – programmata dal 17 al 19 marzo – al Golden di Palermo.

«Adoro sia la commedia che la farsa», spiega Augusto Fornari nelle note di regia, «ma ciò che più mi dà gusto è trovare un equilibrio fra i due generi e far sì che convivano senza che l’uno “inquini” l’altro. Con Biagio Izzo è stato molto semplice trovare quest’armonia, perché è un attore non solo di istinto comico, ma anche di grande intelligenza scenica. La sua compagnia, composta da attori straordinari, mi ha permesso di lavorare al meglio per creare i climi e le atmosfere che rendono la commedia un credibile spaccato di vita. Risate e divertimento assicurati».

Commedia esilarante e piena di energia, sottolineata dalle musiche del Gruppo Smp nei cambi di scena e dal disegno luci di Luigi Raia, che rendono più efficace l’insieme, rendendolo divertente e accattivante, evocando un gusto anni ’80 con le sue atmosfere, ambienti e colori tipici del periodo.

L’arte della truffa: sinossi
Il ricco imprenditore Gianmario Borghetti è in gara per ottenere un grosso appalto: quello della ristrutturazione del Duomo di Napoli. È un uomo integerrimo, da generazioni (suo nonno prima, poi suo padre) in ottimi rapporti con il Vaticano. Lui e sua moglie Stefania sembrano vivere una vita tranquilla, fino a quando il cognato Francesco non piomba in casa, minando la loro quotidianità.

Francesco (Biagio Izzo) è un truffatore ed è appena uscito da Poggioreale, avendo ottenuto gli arresti domiciliari grazie all’ospitalità della sorella. Dopo un imprevisto rovescio finanziario, la sgradita presenza del galeotto diventerà di vitale importanza per salvare il conto in banca della famiglia Borghetti. Ma se a essere truffata fosse proprio la Chiesa, istituzione che il buon Gianmario serve e riverisce con tanto zelo?

È possibile considerarsi onesti truffatori? Il raggiro è concepito per salvare la famiglia e non resta fine a se stesso: una “truffa a fin di bene  ”. Quanti sono invece coloro che, dai piani alti della società, riescono sempre a passarla liscia, pur commettendo le peggiori nefandezze? Come dice Biagio Izzo durante un momento dello spettacolo.

Il secondo dubbio che instilla la commedia riguarda la possibilità di tradire sé stessi e i propri valori. La necessità di uscire da una situazione critica fa sì che Gianmario accetti l’aiuto del cognato truffatore. Lo scambio dei ruoli genera una commedia spassosa e godibile, dove la parola e il corpo dell’attore Francesco (Biagio Izzo), nelle sue movenze farsesche, disegnano il personaggio.

Per quanto Gianmario abbia criticato il cognato, accetta il suo aiuto per uscire da una situazione critica, scendendo a patti con la propria moralità. Nonostante ciò, fino alla fine ritiene di essere diverso da Francesco: basterà il perdono del Cardinale per far sì che la storia si concluda senza danni per nessuno.

A conclusione dello spettacolo, Biagio Izzo si rivolge al pubblico con una battuta divertente:

«Fate venire tutti quelli che incontrate, a questo spettacolo, dite che vi è piaciuto e che vi siete divertiti, così avranno “la truffa” pure loro!».

Ma non c’è inganno: talento comico fino alla fine. Pubblico divertito e contento.

 

 

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