opera

Francesca da Rimini al Teatro Regio di Torino: una prima intensa e coinvolgente

''Galeotto fu il libro e chi lo scrisse''... chi non ricorda il celebre verso Dantesco dal ''V° Canto dell'inferno'' ove si racconta dell'amore adulterino di Paolo e Francesca? Con coraggio il programma 2025/26 del Teatro Regio di Torino propone in apertura di stagione proprio l'opera di Zandonai, poco frequentata nei cartelloni, ma decisamente avvolgente… L'amore, il tradimento, la tragedia sono declinati dall'orchestra, voce comprimaria con le voci dal palco.
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Pubblicata il: 20/10/2025 - 16:37
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L’opera di Riccardo Zandonai, tratta appunto dall’ispirazione dantesca e dalla tragedia Dannunziana, debuttò nel 1914 proprio al Regio di Torino.

Su libretto di Tito Ricordi, il compositore ha forgiato  l’armonia della musica con la parola, creando un unicum commovente che affascinando avvolge, anche se talvolta la parola appare arcaica.

L'opera sia dal punto di vista musicale che per la messa in scena, con regia di Andrea Bernard mi sono piaciute: un'inizio di stagione da vivere con la gioia di quando si fruisce  della bellezza di colori tenui, ottima cornice per  una storia  narrata nel trecento da Dante e riproposta in versione contemporanea! La regia  esplicita che il teatro di parola confluisce e si unisce alla musica creando una realtà toccante e sempre chiara da leggere ed intuibile nelle simbologie proposte, da Andrea Bernard raffinato ed essenziale.Seppur un'opera di lunga durata è  riuscita a catturare la costante attenzione regalando bei momenti sinfonici! Il coro del Teatro Regio di Torino, nella prima parte, ha dato la consueta prestazione di alto livello.

I costumi realizzati da Elena Beccaro sono improntati a sobria raffinatezza anch'essi come le scene di Alberto Beltrame, dai colori  soffusi che han fatto spiccare la macchia rosso sangue ed accresciuta l'eleganza dell'insieme!.. Momenti di grande liricità' accompagnano sensibilmente, mentre  al secondo atto irrompe  il vigore  della battaglia. Battistoni dirige con gesto molto ampio e chiaro senza inutili....stravaganze e fa si che l'amore,  il tradimento, la tragedia siano declinati  dall'orchestra, che conforta quale voce comprimaria con le voci dal palco; il maestro Andrea Battistoni  tra i suoi propositi per il Regio intende riproporre anche titoli poco frequentati, dando così identità al cartellone e stimolare il pubblico ad interessi diversi dei repertori consueti. Battistoni ha saputo coniugare garbatamente il  lirismo della prima parte con il successivo verismo sinistro e violento. (Ricordo un giovanissimo Andrea Battistoni nell’ambito di una Masterclass diretta dal M° Gianadrea Noseda, dove si era posizionato al primo posto, esprimendo da subito una consapevole percezione per la direzione musicale)

La regia  esplicita che il teatro di parola confluisce e si unisce alla musica creando una realtà toccante e sempre chiara da leggere ed intuibile nelle simbologie proposte, da Andrea Bernard raffinato ed essenziale. Marta Negrini ha realizzato una coreografia essenziale e molto misurata che non ha prevalso, ma unito, con il contributo delle luci disegnate da Marco Alba, discrete, ma incisive.

Francesca, protagonista assoluta trova in Barno Ismatullaeva un’interprete di tutto rilievo con voce squillante e molto attraente.

Marcelo Puente, interpreta con carisma e bei toni il ruolo di Paolo il bello, mentre il personaggio di Gianciotto incontra George Gagnidze, presenza scenica importante anche per la marcata vocalità.

Effficace la prestazione di Valentina Boi in Samaritana, al pari di Devid Cecconi in Ostasio. Degni di nota Matteo Mezzaro in Malatestino e il mezzosoprano Silvia Beltrami che caratterizza e scolpisce il personaggio di Smaragdi.

Per sinteticità si sottolinea che le/gli altri interpreti tutti, sono stati molto bravi e che ognuno ha veramente apportato sostanziale contributo all’insieme.

Per tornare alla regia ed alle scene, definirei sentimentalmente colorato e allegramente primaverile... estivo il giardino ed interessante l’idea di una scala al posto della torre, che con la proiezione dell’ombra della stessa ha amplificato la scena della battaglia realizzata con vigore dall’orchestra, ma lasciata tenue nei colori interrotti solo dalle luci.

La Musica vince sempre
Renzo Bellardone

Francesca da Rimini -Teatro Regio Torino – 19 ottobre 2025
Andrea Battistoni direttore d'orchestra
Andrea Bernard regia
Alberto Beltrame scene
Elena Beccaro costumi
Marta Negrini coreografia
Marco Alba luci
Paolo Vettori assistente alla regia
Giulia Turconi assistente alle scene
Emilia Zagnoli assistente ai costumi
Ulisse Trabacchin maestro del coro

Orchestra e Coro Teatro Regio Torino

Nuovo allestimento Teatro Regio Torino

Musica di Riccardo Zandonai

Libretto di Tito II Ricordi

tratto dall’omonima tragedia di Gabriele D’Annunzio

Prima rappresentazione assoluta: Torino, Teatro Regio, 19/02/1914

Francesca Soprano
Francesca             -        Barno Ismatullaeva
Paolo                    -        Marcelo Puente
Gianciotto             -        George Gagnidze
Samaritana           -        Valentina Boi
Ostasio                 -        Devid Cecconi
Malatestino           -        Matteo Mezzaro
Biancofiore            -        Valentina Mastrangelo
Garsenda              -        Albina Tonkikh
Altichiara              -        Martina Myskohlid 
Donella                 -        Sofia Koboridze
Smaragdi              -        Silvia Beltrami
Ser Toldo              -        Enzo Peroni
Il Giudice              -        Janusz Nosek
Il Balestriere          -        Daniel Umbelino
Il Torrigiano           -        Eduardo Martinez
Un prigioniero       -        Bekir Serbest
Un prigioniero       -        Giovanni Castagliulo

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