Epifania

Le origini dell'Epifania tra religione e leggenda

Il 6 gennaio si celebra la festa dell'Epifania, anche nota come ''Befana''.
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Pubblicata il: 06/01/2023 - 00:07
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Il termine “Befana” deriva dal termine greco “Epifania” che significa “apparizione, manifestazione”. Si riferisce infatti alla manifestazione di Gesù ai Re Magi venuti dall’Oriente per adorarlo e rendergli omaggio.

La festa dell’Epifania ha dunque un’origine religiosa. Ma ad essa si interseca anche la tradizione folcloristica, attraverso una leggenda secondo la quale i tre Re Magi, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, sulla via di Betlemme per portare i regali (oro, incenso e mirra) a Gesù Bambino, si fermarono a chiedere informazioni a una vecchina, dato che non riuscivano a trovare la strada. La donna, nonostante le loro insistenze perché li accompagnasse, si rifiutò di uscire di casa e seguirli. Subito dopo però si pentì di non averli guidati e, dopo aver preparato una cesta stracolma di dolci, uscì per cercarli, ma non vi riuscì. Per questo si fermò a ogni casa che trovava lungo il suo tragitto per distribuire dolci a tutti i piccoli che incontrava, nella speranza che tra uno di essi ci fosse proprio Gesù Bambino. Secondo la leggenda, da allora la Befana girerebbe per il mondo portando dolci e caramelle ai bambini.



Epifania - La festa religiosa in Oriente
La Festa religiosa Epiphàneia è nata attorno al 120 in Oriente e ricordava il battesimo di Gesù nelle acque del Giordano per mano del Battista.
Per alcune setta di cristiani, l'incarnazione del Cristo non era avvenuta al momento della nascita, ma al momento del Battesimo e scelsero questo giorno all'inizio di gennaio perché in questo periodo si festeggiava il solstizio e il nuovo sole.
In seguito la festa fu adottata anche dalle Chiese Ufficiali d'Oriente sommando quattro elementi o date importanti nella vita del Cristo: la nascita, l'adorazione dei Magi, il battesimo e il miracolo di Cana.
In quell'occasione Epifania (Epiphàneia - Apparizione) che significava manifestazione della divinità, fu cambiato in "tà Epiphània ierà", cioè "feste della manifestazione" poiché, nelle quattro tappe ricordate, Gesù aveva manifestato la sua Natura Divina oltre che umana.

Epifania - La festa religiosa in Occidente
Poiché il credo pagano del Sol Invictus era troppo diffuso e popolare per essere soppiantato, il modo migliore per sradicarlo fu proprio assorbirlo nella nuova religione.
In questo modo il Cristianesimo poté opporre, alla festività pagana, la nascita del Vero Sole, identificato in Cristo, infatti, per la Chiesa di Roma, il Sol Invictus era la prova dell'identificazione tra Cristo e Apollo -Helios, proprio il dio del Sole.
I primi esempi di iconografia cristiana, raffigurano Gesù con elementi solari, come la corona radiata che resta ancora oggi un particolare proprio degli Ostensori.
La festa della Epifania si diffuse in Occidente attorno al IV secolo, come festa della rivelazione di Gesù al mondo pagano, rappresentato dai Magi.

Com’è rappresentata

Pur essendo molto amata, la Befana è tradizionalmente una vecchina brutta e gobba, con il naso adunco e il mento aguzzo, vestita in modo molto povero, spesso vivacizzato da numerose toppe colorate: il suo abbigliamento in genere prevede un ampio gonnellone scuro, un grembiule con tasconi, un grosso scialle di lana, un fazzoletto annodato sotto al mento o un grande cappellaccio in testa, un paio di ciabatte o stivali consumati e spesso è coperta di fuliggine, perché secondo la tradizione entra nelle case dei bambini attraverso la cappa del camino.

La tradizione
Nella notte che precede il 6 gennaio la vecchina vola sui tetti a cavallo di una scopa, portando un grosso sacco o una borsa pieni di dolci, ma anche di carbone. Secondo la tradizione, infatti, la Befana riempie le calze, lasciate appese dai bambini, con dolci e caramelle se sono stati buoni durante l’anno, e con carbone se sono stati cattivi. In realtà, è usanza far trovare, insieme a una buona dose di dolci, caramelle e cioccolatini, anche un po’ di carbone in fondo alle calze di tutti i bambini. La notte che precede l’arrivo della Befana i bambini devono appendere le calze (tradizionalmente al camino, ma nelle case dove non è più presente si appendono in altri posti), possibilmente lunghe e colorate, e preparare per la Befana, in un piattino, un mandarino o un’arancia e, per dissetarla, anche un bicchiere di vino. Al mattino, insieme ai dolci troveranno gli avanzi di quanto ha consumato la Befana, qualche buccia di mandarino o arancia e il bicchiere vuoto o semivuoto, a testimonianza del passaggio della vecchina nella notte. Passaggio “atteso” ancora oggi in molte case, perché la festa della Befana ha resistito all’usura degli anni ed è ancora molto amata dai bambini.

Tutti a preparare la calza per la Befana!
Per farvi portare i doni dalla Befana c'è un metodo infallibile: dovete appendere al caminetto della casa (ma chi non ha un caminetto può trovare un qual-siasi altro posto, vicino a una porta o a una finestra) la calza più grossa che avete.
Vedrete che la mattina dell'Epifania la troverete riempita di doni di ogni sorta! Cioccolattini, caramelle, dolciumi vari...e magari anche del carbone dolce! Buona appetito!

 

 

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