Il futuro della politica italiana affidato al Festival di Sanremo: votate!

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Pubblicata il: 15/01/2013 - 22:14
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Il Sessantatreesimo Festival della Canzone Italiana di Sanremo si svolgerà dal 12 al 16 febbraio 2013,  sarà presentato in coppia da Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Verrà trasmesso in diretta in eurovisione.
Che il Festival di Sanremo abbia richiamato sempre l’attenzione e la curiosità del pubblico italiano  è un dato di fatto oggettivo; che è sempre stato un luogo di critiche per taluni e fortune per altri lo è altrettanto; ma che le sorti di un intero paese siano affidate ai temutissimi commenti della conduttrice, mi lascia completamente esterrefatta. Il timore di Luciana Littizzetto è, a quanto pare, pura e disperata realtà. I nostri leader politici, e rappresentanti all'estero del Bel Paese, hanno il terrore di essere spodestati dai commenti e dalla  satira di un’attrice, autrice e cabarettista. Ma ci rendiamo conto? Ho letto giorni fa che avrebbero voluto spostare la data del noto appuntamento. Ma bene, complimenti! Ora si che mi sento veramente in buone mani! Evidentemente la politica italiana ha toccato il fondo del fondo in tema di credibilità: non ci sono ad oggi programmi politici e leader tanto interessanti da sbaragliare qualsiasi potenziale attacco, foss’anche satirico. Da quanto si evince è altresì evidente la stima che questi nostri rappresentanti nutrono nei nostri riguardi, ritenendoci tanto sciocchi e tanto superficiali da non saper fare le nostre scelte prescindendo dalle performance, più o meno esilaranti, di una conduttrice satirica televisiva. Dunque noi saremmo, o per meglio dire siamo, stupide pedine nelle mani di personaggi del mondo dello spettacolo, della televisione e dei messaggi mediatici politici che, con arte subliminale, sanno propinarci, senza che ne abbiamo effettiva contezza. Insomma tutti assuefatti ed assoggettati dalle mode di soubrette, conduttori, comici e, naturalmente, dei vari politicanti. Orbene se prima ero seriamente preoccupata ora sono letteralmente terrorizzata: il mio e il vostro destino sembrerebbe affidato alle fortunate battute o battutacce di una incensurabile conduttrice, nonostante la “famosa” par condicio...  Questa è  l’alta considerazione che essi pongono sul popolo sovrano, un popolo dunque di imbecilli e di pedine nelle mani di abili conduttori. Un popolo che non avrebbe alcun pensiero. Ed ecco perché siamo così mal ridotti: polpettine in tutte le salse. Oggettivamente occorre evidenziare che è solo per le nostre non oculate posizioni politiche, di qualsiasi colore, che oggi ci troviamo nel baratro del baratro. E non solo economico, ma anche e soprattutto di valori. Allora mi viene un’idea. Perché non proporre di votare la miglior canzone cantata da vivo dal politico che si vuole proporre come Premier? Insomma una gara in piena regola con tanto di pubblico votante. Date le circostanze sarebbe fantastico e perfino esilarante!
La  mitica Littizzetto viene incontro al mio desiderio proponendo una sua compilation che trova la mia più totale approvazione.
Signore e Signori ecco sul palco dell’Ariston: "Mario Monti con Salirò, di Daniele Silvestri; Maroni con Montagne verdi di Marcella Bella. Bersani con Guantanamera che il segretario del Pd dovrà cantare rigorosamente col sigaro in bocca. E per Beppe Grillo? Mmmh... Mi viene solo quel coro da stadio, quello che fa “la senti questa voce?”… E per Silvio Berlusconi il capolavoro di Gigliola Cinquetti, quella che fa: “E qui comando io e questa è casa mia, ogni dì voglio sapere chi viene e chi va".
Chissà che la musica non ci porti davvero fortuna!

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