Youth - La Giovinezza Recensione di Marina De Luca

Le emozioni sono tutto quello che abbiamo!
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Pubblicata il: 01/06/2015 - 02:20
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Youth - La giovinezza (Youth) è un film del 2015 scritto e diretto da Paolo Sorrentino. Tra gli interpreti principali del film figurano Michael Caine, Rachel Weisz, Harvey Keitel, Paul Dano e Jane Fonda ed è il secondo film di Paolo Sorrentino girato in lingua inglese dopo This Must Be the Place.
Il film è stato dedicato al regista Francesco Rosi.
La pellicola è stata presentata in concorso al Festival di Cannes 2015.
 

"Ho perso i migliori anni della mia vita. Tu hai detto che le emozioni sono sopravvalutate, ma è una vera stronzata, le emozioni sono tutto quello che abbiamo!"

Sentimenti, nostalgia, dolore, emozioni, introspezione, sono le verità del film Youth - La giovinezza del regista Paolo Sorrentino. Una scenografia maestosa e paesaggi mozzafiato, nella bellissima struttura ricettiva sulle Alpi svizzere, collocano il viaggio interiore dei protagonisti: una confessione fra amici, in cerca di serenità e riposo,  di belle esperienze, di ricordi nostalgici e preoccupazioni di vecchiaia. Ma giovani purtroppo non si torna, ed ecco che cadono i progetti e inizia un percorso obbligato, quasi sempre doloroso e a ritroso nel tempo.
Lo spiega molto bene il regista nella scena del cannocchiale, quello posto sulla terrazza del rifugio per ammirare il superbo panorama delle Alpi svizzere e, in particolare, quella montagna incantata che tanto ispirò Thomas Mann. "Questo è quello che si vede da giovani: si vede tutto vicinissimo; quello è il futuro... E questo è quello che si vede da vecchi: si vede tutto lontanissimo; quello è il passato". È la lente con cui ogni uomo, a seconda dell’età, guarda il proprio orizzonte, al futuro o al passato. In questa scena si inquadra il film pieno di significative simbologie, rappresentate prevalentemente dai dialoghi intrisi di nostalgia dei due amici protagonisti: il grande musicista e il regista cinematografico. Due vite a confronto, due vecchi eclettici alla ricerca, forse, di un tocco di giovinezza, di un ultimo anelito di vita; tuttavia consapevoli dei limiti anagrafici e di un futuro che non si vede più da vicino... Nei profondi dialoghi, arricchiti da frasi significative e imponenti (una in particolare mi è sembrata quasi personale, rivolta a me), riaffiorano i ricordi sbiaditi dal tempo, i rimpianti, gli errori e le emozioni vissute, distintivi importanti di ogni esistenza. Ognuno si rivede, si emoziona, perché rintraccia un’impronta di sé, anche dei propri sbagli. Un’analisi psicoanalitica che, attraverso un viaggio nel vissuto sentimentale e doloroso, approda alle stazioni infelici della vita per giungere infine ad un compromesso col tempo che rimane, per cercare nuovi fondamenti di serenità, mantenendo sempre vive tutte le emozioni che hanno rappresentato il fulcro della propria esistenza. Un incontro con l'anima che darà infine vita ad una rinascita per guardare al futuro che rimane... magari, come auspica il regista, ad una nuova giovinezza, quella che altrimenti preferisco definire un proseguo tra compromesso perdono e rassegnazione. E forse è solo in questo senso che si può inquadrare la coscienza di una rinnovata giovinezza, per cercare di arrivare in pace fino all’ultimo granello della veloce clessidra. É un film scenograficamente interessante, con delle frasi efficaci, ma forse non adatto ad un pubblico troppo giovane. Perchè è vero: le emozioni sono tutto quello che abbiamo! E che ci resta, aggiungo, della nostra travagliata esistenza, quando tutto scompare e restiamo da soli con i tormenti della nostra coscienza e i visibili segni della nostra matura età. Per apprezzare il film di Sorrentino occorre emozionarsi molto e per emozionarsi così tanto bisogna avere un bagaglio di tenerezze, amore, dolore, delusioni ed esperienze che solo il tempo di una vita potrà costruire.

Marina De Luca

 

 

 

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