Barbierando un po'... di Renzo Bellardone

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Pubblicata il: 30/07/2015 - 13:06
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Credo che le arie del Barbiere di Siviglia siano le più conosciute al mondo: sono state utilizzate per la pubblicità, per l’insegnamento della musica e sono talmente orecchiabili che tutte le orchestre e bande cittadine le hanno  suonate  almeno una volta: vedasi  ad esempio l’allegrissima ouverture. A Torino il Teatro Regio conserva gelosamente una messa in scena molto classica che ogni tanto ripropone e sempre riscuote lo stesso successo!

IL BARBIERE DI SIVIGLIA – Teatro Regio di Torino – 19 luglio 2015

 Melodramma buffo in due atti
Libretto di Cesare Sterbini
dall'omonima commedia di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais

Musica di Gioachino Rossini
 

Personaggi

Interpreti

Il conte d'Almaviva tenore

Antonino Siragusa

Don Bartolo, dottore in medicina,
tutore di Rosina baritono


Marco Filippo Romano

Rosina, ricca pupilla in casa
di don Bartolo mezzosoprano


Chiara Amarù

Figaro, barbiere baritono

Roberto de Candia

Don Basilio, maestro di musica
di Rosina; ipocrita basso


Nicola Ulivieri

Fiorello, servitore di Almaviva
baritono


Lorenzo Battagion

Berta, vecchia cameriera
di don Bartolo mezzosoprano


Lavinia Bini

Un ufficiale baritono

Franco Rizzo

Ambrogio, servitore di
don Bartolo mimo 


Antonio Sarasso

 

 

Direttore d'orchestra

Giampaolo Bisanti

Regia

Vittorio Borrelli

Scene

Claudia Boasso

Costumi

Luisa Spinatelli

Luci

Andrea Anfossi

Maestro del coro

Claudio Fenoglio

Orchestra e Coro del Teatro Regio

Allestimento del Teatro Regio

‘Uno più bravo dell’altro’: è questo il commento che spontaneo sorge dopo aver assistito con vivace interesse, seppur per l’ennesima volta a questa messa in scena  di Barbiere. Vogliamo provare a considerare uno ad uno gli artefici di un successo conclamato? Partiamo dal fatto che applausi a scena aperta e lunghissimi al finale hanno veramente decretato l’ottima riuscita dello spettacolo, per conto mio ‘Barbiere’ di riferimento!

Il primo ‘bravo’ va a Gioacchino Rossini che ha composto un’opera che a tutt’oggi risulta la più proposta nel mondo e che certamente è una delle più amate ed a buona ragione!

La regia frizzante di Vittorio Borrelli non accusa assolutamente ‘gli anni’ anche per le continue innovazioni e gags introdotte; le scene di Claudia Boasso sono classiche ed efficaci e semplici da gestire. I costumi di Luisa Spinatelli e le luci di Andrea Anfossi completano armoniosamente l’allestimento. L’ottimo  coro diretto da Claudio Fenoglio è composto da elementi di comprovata bravura, al top nel panorama italiano.

La scena si apre con l’entrata a piglio deciso di Fiorello, interpretato dall’ accattivante baritono  Lorenzo Battagion con sicura  prestazione attoriale e calda voce dal timbro scuro ben modulato e ricco di cromatismi.

Il Conte d’Almaviva (un uomo dai mille travestimenti) è qui Antonino Siragusa che ad ogni ascolto offre una interpretazione sempre migliore e seducente; voce sicura ed omogenea nella linea di canto, facile negli acuti rallegrati da spiritose movenze ed ammiccamenti.  La sua innamorata Rosina è Chiara Amarù, già apprezzata nel ruolo nella originale edizione pesarese del 2014; voce interessante dai bei colori con riflessi ramati e sicurezza vocale ed attoriale nell’affrontare il ruolo. Don Basilio trova in Nicola Ulivieri il valido interprete che con voce possente e buona pratica di palcoscenico delinea il personaggio con tratti definiti.

Marco Filippo Romano interpreta simpaticamente  il brontolone Don Bartolo con la vis comica appropriata per coinvolgere il pubblico cui offre possente vocalità brunita  e ben timbrata,  con la semplicità del ‘sicuro’.

Lavinia Bini interpreta il ruolo di Berta avvalorando il personaggio: bella voce e grande carica umoristica  ottiene il meritato riconoscimento del pubblico come Antonio Sarasso il mimo che con lentezze ed irrigidimenti assonnati tratteggia in modo impareggiabile il ruolo di Ambrogio. Interessante Franco Rizzo, un uffiziale.

Figaro il barbiere trova in Roberto De Candia un interprete d’eccezione sia per caratura vocale che per abilità interpretativa; risulta  coinvolgente in ogni momento della narrazione che  conduce con sicurezza vocale e divertita quanto divertente  interpretazione.

La direzione merita un plauso particolare in quanto il giovane e brillante Gianpaolo Bisanti ha saputo cogliere le sfumature intrinseche della partitura ed attraverso queste vivere in amalgama con l’ottima orchestra ed il palco. Vivace, ma attendo ha offerto una pregevolmente accurata, quindi apprezzata,  versione di Barbiere.

Un plauso complessivo ancora, a questa spumeggiante realizzazione.

La Musica vince sempre.

Renzo Bellardone

 

 

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