INTERVISTA A MARINA BARTOLI

Carissima Marina, a leggere la tua biografia e rapportandola alla giovane età, veramente c’è da restare impressionati
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Pubblicata il: 21/07/2014 - 16:02
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Carissima Marina, a leggere la tua biografia e rapportandola alla  giovane età, veramente c’è da restare impressionati dalle interpretazioni già fatte e l’intenso programma dell’immediato futuro:

Grazie Renzo, si:  i prossimi mesi sono fitti di impegni.

Tra una settimana, saro’ a Ste Menehould, in Francia: tutte musiche sacre del'600 (repertorio non facile), tra le quali spiccano la  rinomata e commovente “Canzonetta spirituale sopra la Nanna” di Merula e lo “Stabat Mater” di Sances.  Poi, sempre in Francia, tornerò ai miei primi “amori” barocchi (Vivaldi e Haendel), con splendide cantate per violino, voce e BC.

A metà settembre mi aspetta un tour attraverso l'Est Europa, con tappe anche a Venezia e Verona, per un progetto denominato “Orient Baroque Express”, in cui tradizione occidentale ed orientale si fonderanno (tra gli strumenti: l'oud arabo). E a fine mese, per la prima volta, affronterò il pirotecnico ruolo di  Vagans della “Juditha triumphans”, sempre di Vivaldi.

Recentemente, in sodalizio con il celebre violoncellista Giovanni Sollima, ed in dettaglio al Baveno festival 2014, hai spaziato dal 1400 alla contemporaneità con la consapevole leggerezza che contraddistingue gli artisti consolidati

Giovanni incarna (ai massimi livelli) quello che è sempre stato un mio ideale nella musica: l'assenza di confini tra i generi. A me piace molto contaminare.

Le tue interpretazioni sono sempre caratterizzate da grande attenzione oltre che alla voce, anche  al movimento ed al coinvolgimento del pubblico

L'unione tra le arti è un altro dei miei ideali. Ai tempi dell'Università restai folgorata dalla lettura de “Il Cavaliere azzurro” di W.Kandinsky e F.Marc. Ricordo che sottolineai, in preda ad un entusiasmo febbrile, la frase (...)i mezzi di arti diverse sono esteriormente del tutto diversi. Suono, colore, parola!Ma nella loro profonda ragione interiore questi mezzi si equivalgono. Ecco perché, quando faccio musica, presto attenzione anche all'abito e agli oggetti che indosso, ai movimenti che compio, allo spazio scenico che mi circonda.

Sempre da “Il Cavaliere Azzurro”:  Il mezzo scelto dall’artista è una forma materiale della sua vibrazione psichica, che chiede e impone un’espressione. Se è quello giusto, il mezzo produce una vibrazione pressoché identica nell’anima di chi la riceve.  Tra interpreti e pubblico la distanza va abbattut, dobbiamo imparare dagli artisti di strada o dai cantanti rock.

Guardandoti mentre canti si evince la tranquillità di chi ha disciplina nello studio e nella preparazione

Deve essere così, altrimenti meglio cambiare mestiere! Penso non ci sia niente di peggio che assistere ad un concerto in cui gli interpreti, invece di divertirsi sprigionando passione, gioia ed adrenalina, vivano con tensione il momento della perfomance

Bene..ora entriamo un po’ nella tua vita privata, tranquilla, senza esagerare…..preferisci una bella passeggiata nei boschi o in riva al mare?

Entrambi, a me basta che ci sia silenzio e natura. Però, se mi fai la classica domanda: “mare o montagna?”, ti rispondo subito mare. Sono cresciuta in Liguria, mio papà era un medico di bordo

Carissima Marina, grazie per aver concesso questa intervista e ti auguro un sacco di belle cose, ma ancor più uno scaramantico “in bocca al lupo”

Grazie a te Renzo! Crepi il lupo!

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