Vertenza occupazionale

Palermo, sciopero nei cantieri Cmc: 75 lavoratori senza stipendio di settembre, domani sit-in in Prefettura

Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil denunciano nuovi ritardi nelle retribuzioni e chiedono garanzie sulla prosecuzione di tre opere pubbliche. Mercoledì 21 ottobre, dalle 9 alle 11, la protesta davanti alla Prefettura.
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Pubblicata il: 20/10/2026 - 13:28
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Cgil Palermo

Nuovo sciopero nei cantieri Cmc di Palermo. Da ieri, 19 ottobre, i 75 lavoratori impegnati nella realizzazione del collettore fognario sud orientale, della stazione Lazio del passante ferroviario e della rete fognaria di Cruillas hanno incrociato le braccia per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi di settembre e chiedere certezze sul futuro degli appalti.

La mobilitazione proseguirà mercoledì 21 ottobre, con un sit-in davanti alla Prefettura di Palermo, dalle 9 alle 11, promosso da Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil.

Al centro della vertenza non ci sono soltanto le retribuzioni arretrate, ma anche i ritardi accumulati nella realizzazione di tre infrastrutture considerate fondamentali per la città.

Secondo quanto riferito dai sindacati, il collettore fognario sud orientale è praticamente fermo da un anno, mentre i cantieri della stazione Lazio e della rete fognaria di Cruillas, pur essendo attivi, procedono a rilento.

Stipendi in ritardo e nessuna risposta sul piano industriale

Le organizzazioni sindacali denunciano l'assenza di risposte soddisfacenti da parte dell'azienda, nonostante un confronto già avvenuto lo scorso 7 ottobre.

«Abbiamo avuto un tavolo di confronto con l'azienda il 7 ottobre, nel quale abbiamo richiesto non solo la regolarità nel pagamento delle retribuzioni ma anche la possibilità di visionare e confrontarci sul piano industriale, per avere contezza della manodopera necessaria per portare a termini i lavori», dichiarano Cosimo Lo Sciuto e Fabio Pace per la Fillea Cgil Palermo, Lorenzo Scalia e Francesco Danese per la Filca Cisl Palermo Trapani e Salvatore Puleo per la Feneal Uil Sicilia.

I rappresentanti dei lavoratori chiedono anche un cronoprogramma aggiornato degli interventi, per conoscere tempi e modalità di completamento delle opere.

«Abbiamo chiesto anche un cronoprogramma per le lavorazioni. Non abbiamo avuto nessuna risposta, nemmeno sulle retribuzioni», sottolineano i sindacalisti.

A preoccupare ulteriormente le sigle sindacali è il ritardo nel versamento delle quote di accantonamento alla Cassa Edile, che, secondo quanto denunciato, impedisce ai dipendenti di usufruire dei benefici dell'assicurazione sanitaria prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro.

Domani il sit-in in Prefettura: coinvolti anche i residenti

Per ottenere risposte sulla continuità dei lavori e sulla situazione occupazionale, i sindacati chiedono un intervento delle istituzioni.

«Chiediamo al prefetto di intervenire perché le istituzioni si facciano carico di questa vertenza e ci diano supporto per avere risposte certe sulla ripresa e sui tempi di lavorazione», affermano Lo Sciuto, Pace, Scalia, Danese e Puleo.

La protesta coinvolge anche le ricadute dei ritardi sulla città. I lavoratori, che negli ultimi mesi hanno raccolto le preoccupazioni dei residenti delle zone interessate dai cantieri, li hanno invitati a partecipare al presidio davanti alla Prefettura.

«Risposte che servono sia per la serenità occupazionale che per il rispetto nei confronti dei cittadini palermitani: sono tre opere di fondamentale importanza per la città», aggiungono i rappresentanti sindacali.

La scorsa settimana Fillea, Filca e Feneal hanno inoltre richiesto un incontro con il subcommissario per la depurazione delle acque reflue Toto Cordaro, per affrontare le criticità legate alla prosecuzione degli interventi.

Preoccupazione anche per gli altri cantieri Cmc

L'incertezza, secondo le organizzazioni sindacali, non riguarda soltanto Palermo, ma interessa anche altri cantieri italiani della Cmc, impresa subentrata nel dicembre scorso alla Manelli.

I sindacati sostengono che, a quasi un anno dal cambio di proprietà, le commesse non siano ripartite secondo le aspettative.

Vengono inoltre segnalati trasferimenti di operai da Palermo verso altri cantieri, tra cui quelli nel Ragusano, dove, sempre secondo le sigle sindacali, le lavorazioni risultano ferme.

La richiesta dei lavoratori resta quindi duplice: ottenere il pagamento delle retribuzioni arretrate e conoscere un programma concreto per la ripresa e il completamento delle opere pubbliche, con garanzie sulla continuità occupazionale.

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Fonte: Cgil Palermo

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