Sanità palermitana

Ospedale Ingrassia, ipotesi chiusura per tre anni. Bonsignore (Cimo-Fesmed): ''A rischio l'intera rete ospedaliera palermitana''

La federazione dei medici chiede un confronto urgente con l'Asp di Palermo e l'assessorato regionale della Salute. Nel 2025 il presidio ha registrato 28.765 accessi al pronto soccorso e disponeva di 133 posti letto a fine anno. La preoccupazione riguarda la continuità delle cure e la tutela del personale durante i lavori.
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Pubblicata il: 20/10/2026 - 13:30
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Una possibile chiusura dell'ospedale Ingrassia per almeno tre anni, legata agli interventi di riqualificazione, potrebbe avere conseguenze sull'intera rete ospedaliera palermitana. A esprimere forte preoccupazione è la Federazione Cimo-Fesmed Sicilia, che chiede all'Asp di Palermo e all'assessorato regionale della Salute un confronto urgente per definire come garantire l'assistenza sanitaria durante i lavori.

A intervenire è Giuseppe Bonsignore, presidente regionale di Cimo-Fesmed Sicilia, che richiama l'attenzione sui possibili effetti della sospensione delle attività del presidio, sia per i pazienti sia per il personale sanitario.

«La ormai indispensabile riqualificazione del presidio deve essere accompagnata da un piano che garantisca continuità delle cure e tutela del personale per l'intera durata dei lavori», dichiara Bonsignore.

La federazione non contesta dunque la necessità di riqualificare l'ospedale, ma chiede che ogni eventuale sospensione dei servizi sia preceduta da una programmazione dettagliata, con soluzioni alternative già disponibili e operative.

I numeri dell'Ingrassia: 133 posti letto e quasi 29 mila accessi al pronto soccorso

A sostenere le preoccupazioni della federazione sono i dati dell'Asp di Palermo richiamati nella nota sindacale.

Al 31 dicembre 2025, l'ospedale Ingrassia disponeva di 133 posti letto, dei quali 123 ordinari e 10 di day hospital. Nello stesso anno il pronto soccorso ha registrato 28.765 accessi, pari a una media di circa 79 pazienti al giorno.

«Numeri che rendono indispensabile definire preventivamente dove e con quali risorse sarà assicurata questa capacità assistenziale durante i lavori», sottolinea Bonsignore.

Secondo Cimo-Fesmed, una chiusura prolungata senza un'adeguata redistribuzione delle attività rischierebbe di trasferire sugli altri ospedali cittadini un carico assistenziale significativo.

«In assenza di soluzioni sostitutive adeguate e operative prima della sospensione dei servizi, il rischio è un aumento della pressione sui Pronto Soccorso e sui reparti degli altri ospedali palermitani, con maggiori attese per ricoveri, interventi ed esami», evidenzia il presidente regionale.

Le conseguenze, secondo la federazione, potrebbero riguardare soprattutto anziani, pazienti fragili e famiglie con minori risorse, costretti ad affrontare maggiori difficoltà negli spostamenti verso altre strutture sanitarie.

Un piano per garantire cure, personale e continuità dei servizi

Per affrontare queste criticità, Cimo-Fesmed Sicilia chiede alle istituzioni sanitarie un piano che chiarisca quali servizi dell'Ingrassia saranno mantenuti e quali eventualmente trasferiti, indicando sedi, risorse e modalità organizzative.

Tra le priorità individuate figurano la continuità dell'emergenza-urgenza, dei ricoveri e delle attività ambulatoriali, oltre al potenziamento delle strutture destinate ad accogliere i pazienti.

La federazione sottolinea che ogni trasferimento dovrà essere accompagnato da posti letto effettivamente disponibili, attrezzature adeguate, spazi e personale proporzionati all'aumento dell'attività.

«Le conseguenze riguarderebbero anche i medici e gli operatori delle strutture chiamate ad accogliere le attività dell'Ingrassia. Ogni trasferimento deve essere sostenuto da posti letto effettivamente disponibili, attrezzature, spazi e organici proporzionati ai nuovi carichi assistenziali, per prevenire sovraccarico di lavoro e rischi per la sicurezza delle cure», avverte Bonsignore.

Le garanzie richieste per i dipendenti dell'ospedale

Un altro punto centrale riguarda il futuro professionale dei medici e degli operatori attualmente in servizio all'Ingrassia.

La federazione chiede criteri trasparenti per le assegnazioni temporanee, garanzie sulle condizioni lavorative e sulla valorizzazione delle competenze, evitando di disperdere l'esperienza maturata dalle équipe sanitarie.

«Per il personale dell'Ingrassia occorrono criteri trasparenti di assegnazione temporanea, garanzie sulle condizioni di lavoro e sulla valorizzazione delle competenze, preservando la continuità delle équipe e prevedendone il rientro al termine degli interventi», precisa Bonsignore.

Cimo-Fesmed sollecita inoltre la presentazione di un cronoprogramma dei lavori, accompagnato da verifiche periodiche e impegni precisi sulla piena riattivazione dell'ospedale entro i tempi previsti.

L'obiettivo indicato dalla federazione è evitare che una sospensione temporanea delle attività si traduca in una riduzione definitiva dei servizi sanitari disponibili per Palermo.

«La ristrutturazione deve restituire alla città un ospedale più sicuro ed efficiente, garantendo assistenza adeguata anche durante i lavori e scongiurando una riduzione permanente dell'offerta sanitaria», conclude Giuseppe Bonsignore.

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