Der Freischütz (Il Franco Cacciatore) - Teatro alla Scala Milano

Tema caro al romanticismo europeo è rappresentato dall'eterno duello tra il bene ed il male e dall'esaltazione degli alti sentimenti (quanto vorrei che oggi fossero ancora così alti!!) del dovere, la lealtà, l'etica ed un grande senso della correttezza! A
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Pubblicata il: 08/11/2017 - 11:45
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Carl Maria von Weber

Opera romantica in tre atti
Libretto di Friedrich Kind
(Edizione C F Peters Musikverlag.Urtext edition a cura di J. Freyer; rappr. per l'Italia Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali)

Coro e Orchestra del Teatro alla Scala
Nuova produzione Teatro alla Scala

Direttore: Myung-Whun Chung
Regia: Matthias Hartmann
Scene: Raimund Orfeo Voigt
Luci: Marco Filibeck
Drammaturgo: Michael Küster
Costumi: Susanne Bisovsky e Josef Gerger
Collaboratore ai costumi: Malte Lübben

CAST

Ottokar: Michael Kraus
Kuno: Frank van Hove
Agathe: Julia Kleiter
Äennchen: Eva Liebau
Kaspar: Günther Groissböck
Max: Michael König
Ein Eremit: Stephen Milling
Kilian:  Till Von Orlowsky
Vier Brautjungfern: Céline Mellon*, Sara Rossini*, Anna-Doris Capitelli*, Mareike Jankowski*
Stimme des Samiel: Frank van Hove

*Soliste dell'Accademia di perfezionamento per Cantanti Lirici del Teatro alla Scala

 

Allestimento studiato e curato da Matthias Hartmann alla regia decisamente attenta e curata, dove nulla è lasciato agli interpreti (quante volte invece  si deve percepire..) , ma tutto fila sul binario della costruzione e di significati espressi; Raimund Orfeo Voigt ha creato delle scene essenziali, ma intellegibili,  con chiara lettura classica,  inserendo elementi scenici luminosi a dettagliare le montagne sullo sfondo piuttosto che la casetta nei boschi, la chiesetta o la casa di Agathe decisamente affascinante e descrittiva.

Alberi altissimi neri e stilizzati creano il bosco ed  il fuoco sul palco è sempre di forte suggestione, quasi ad evocare paure e timori peraltro attrattivi dell’infanzia.

Il coro, diretto da Bruno Casoni, è molto presente ed importante ed ha dato prova di grande professionalità sia nel canto che nell’interpretazione attoriale: la massa qui è stata usata per implementare la scena e rendere credibile il villaggio. La direzione di Myung-Whun Chung oltre che efficace con il golfo mistico è stata bella da vedere e gustare il gesto attento e coinvolto: grande direzione!

Ancora una parola sull’allestimento ed un plauso ai costumi di chiara ispirazione popolare boema, ma rivisitati e ripensati da Susanne Bisovsky e Joseph Gerger con la collaborazione di Malte Lübben in una esplosione di colore e di significato, come il grande velo bianco a terra che si alzerà in volo assieme alla casa per dileguarsi nello spazio celeste.Le luci di Marco Filibeck non deludono mai ed anche in questo ‘Franco Cacciatore’ sono disegnate e dosate con grande efficacia.

Veramente la tentazione di scrivere ancora della scena, dell’orchestra e della drammaturgia pregevole  di Michael Küster  sarebbe alta, ma è giusto riservare spazio alle voci.

Michael Kraus è il baritono che interpreta il principe boemo con piglio e fermezza, lasciando alla voce profonda e tonale oltre che al gesto la declinazione dei sentimenti e delle decisioni, che opportunamente motivate si possono mutare. Il guardiaboschi del principe, ovvero Kuno è lasciato a Frank van Hove che esprime con bel colore e bel temperamento quanto sta nel personaggio; Agathe, l’amata da Max e da questi ricambiata, incontra la splendida voce di Julia Kleiter che con un bel timbro caldo e avvolgente  sa imprimere profondità per poi innalzarsi alla freschezza scintillante, fino quasi alla misticità “Sommessa, lieve, pia melodia..” la Kleiter è sovente affiancata in scena  dalla brillante Eva Liebau, soprano, che affascina per la scioltezza, il timbro e la caratterialità,  unite ad un ottimo fraseggio (opera cantata in originale in tedesco).

Il ricco contadino Kilian incontra la voce importante e calda di Till Von Orlowsky,

cosi come Ein Eremit viene esaltato da Stephen Milling che sfodera una suadente voce da basso perfettamente adatta al ruolo del paciere super partes: sarà infatti l’eremita a fine opera a convincere il principe a dare ancora una opportunità a Max, secondo apprendista cacciatore e promesso di Agathe. Max è interpretato dal tenore Michael Kӧnig che senza ombra di dubbio è convincente con una tonalità calda e arrotondata. Kaspar, il primo apprendista cacciatore è Günter  Groissbӧck, sicuramente  il più preponderante scenicamente  sia per la fisicità esibita tra le fiamme che per l’atleticità dei movimenti: vocalmente diventa impressionante alla ‘gola del lupo’ quando la voce riecheggia con echi e rimandi; sicuramente valido interprete.

Appropriati e convicenti anche gli altri ruoli.

La Musica vince sempre.

Renzo Bellardone 

Credit fotografico Brescia /Amisano

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