DON CARLOS - TEATRO REGIO – TORINO

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Pubblicata il: 15/04/2013 - 13:30
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Per i melomani, ovvero per i “malati d’opera” è un delitto perdersi un ‘Don Carlos’ oltre tutto vicino a casa; così è stato anche per me, ancor più che la locandina riporta nomi tra i più brillanti del firmamento operistico mondiale. E’ stata una esperienza di vita ed una lezione di teatro musicale, a partire dalla direzione dell’ottimo M°Noseda, passando dalle voci (appunto tra le più belle) per giungere all’essenza emozionale che la musica trasmette sempre a chi ha mente e cuore aperti alle sensazioni più intime.

TEATRO REGIO – TORINO  7 APRILE 2013

DON   CARLOS
Libretto di François-Joseph Méry e Camille Du Locle
dal poema drammatico Don Carlos, Infant von Spanien
di Friedrich Schiller

Musica di Giuseppe Verdi

Personaggi

Interpreti

Don Carlo, infante di Spagna tenore

Ramón Vargas

Elisabetta di Valois soprano

Barbara Frittoli

Filippo II, re di Spagna basso

Ildar Abdrazakov

Rodrigo, marchese di Posa baritono

Ludovic Tézier

La principessa Eboli mezzosoprano

Daniela Barcellona

Il grande Inquisitore, cieco
nonagenario basso

Marco Spotti
Aleksandr Vinogradov
(16, 18, 20, 21)

Un frate basso

Roberto Tagliavini

 

 

Tebaldo soprano

Sonia Ciani

Voce dal cielo soprano

Erika Grimaldi

Il Conte di Lerma tenore

Dario Prola / Alejandro Escobar

Un araldo del re tenore

Luca Casalin

Deputati fiamminghi bassi

Fabrizio Beggi, Scott Johnson,

Federico Sacchi, Riccardo Mattiotto,

Franco Rizzo, Marco Sportelli

 

 

Direttore d'orchestra

Gianandrea Noseda

Regia, scene e costumi

Hugo de Ana

Coreografia

Leda Lojodice

Luci

Sergio Rossi

Assistente alla regia

Filippo Tonon

Assistente alle scene

Juan Guillermo Nova

Assistente ai costumi

Cristina Aceti

  

CONTRASTI  E CONFLITTI, OVVERO Il  “Don Carlos”

Forse proprio i vari rimaneggiamenti e interventi sulla stesura iniziale, hanno portato al meritevole risultato finale che si è ‘vissuto’ al Regio di Torino che riconferma il ‘Don Carlos’ una delle più belle partiture dell’ottecento italiano e nel dettaglio anche del panorama verdiano.

Partendo dalla scena, Hugo De Hana ha mantenuto il tratto classico con sapiente introduzione di elementi di assoluta modernità che si sono amalgamate con le luci (splendide le colonne illuminate ed in movimento, immerse in un intenso  buio avvolgente) disegnate da Sergio Rossi; dal punto di vista registico e dei costumi, inevitabile cogliere il contrasto tra  l’opulenza fastosa della imperversante chiesa che decreta e domina anche i re, con le turbolente e nere passioni che albergano negli animi dei personaggi.

L’esperienza intensamente vissuta, inizia dall’ouverture che senza esitazioni catapulta nel vivo della partecipazione, così come  partecipata è la direzione del  M°Gianadrea Noseda, che raggiunti gli apici della bravura e della conoscenza, con il consueto gesto ampio e  molto descrittivo vive l’opera in simbiosi evidente   con i meritevoli professori d’orchestra ed i cantanti da gran firmamento compiendo un’opera di vibrante maieutica che porta all’espressione di una cifra interpretativa di rilucente prestigio . il Coro diretto da Claudio Fenoglio  ha abituato a delle performance di tutto rilievo ed oramai a Torino  si da per scontato l’ascoltare brani di  assoluta coinvolgente piacevolezza.

I contrasti fra padre e figlio, le diverse concezioni politiche e gestionali, i conflitti tra Stato  e chiesa, trovano habitat naturale sul palcoscenico del Regio grazie all’ottima globale resa vocale ed attoriale degli interpreti.

Don Carlos trova la voce ed i panni in Ramon Vargas che non lesina nel ruolo del titolo e si offre generoso nelle arie e nei vari duetti e terzetti.

Barbara Frittoli è eccellente Elisabetta di Valois, che impersona con il tratto della sicura professionista, con voce mirabilmente fresca ed omogenea, con accenti di rara bellezza.

Filippo II trova il suo interprete in  Ildar Abdrazakov : voce profonda con un colore amabilmente scuro  giunge  all’attesa ‘Ella giammai m’amò’ con certezza interpretativa ed offre la famosa aria con poetica sofferenza soffusa di carezzevole colore.

Ludovic Tezier  è il baritono dalla possente voce che realizza un magnifico Rodrigo, marchese di Posa: presenza scenica, voce  timbricamente rilevante, linea di canto accattivante e  credibile possenza.

Il mezzosoprano Daniela Barcellona è la Principessa Eboli e con la ben conosciuta duttilità e coloristica riesce a portare alla commozione, spaziando sul rigo con naturale semplicità.

Il Grande Inquisitore è il basso Marco Spotti  che abilmente è terrificante fin dal duetto con Filippo II. La profondissima voce, con tratto deciso, delinea non solo il personaggio, ma un ampio spazio storico.

Un apprezzamento anche agli altri ruoli/interpreti: Roberto Tagliavini, Sonia Ciani, Erika Grimaldi, Dario Prola, Luca Casalin  i bassi deputati fiamminghi.

L’insieme di molte bravure e di grandi professionalità hanno permesso la realizzazione di una Grand’Operà che ha soddisfatto i palati della tradizione come quelli dell’innovazione e sopra tutto e tutti,

la Musica vince sempre.    

Renzo Bellardone

 

 

 

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