Riflessioni ... Marina De Luca

Pubblicata il: 19/03/2009 - 22:41
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Se ora avessi avuto uno di quei diari di quando ero ragazza, quelli con il catenaccio e la copertina rosa, - non so se ci sono ancora - mi sarei chiusa nella mia stanza e avrei scritto fiumi di pagine, accompagnate da qualche lacrimuccia, che avrebbe macchiato la pagina lasciando sciogliere l’inchiostro blu; ma oggi che sono grande, mi ritrovo ad interloquire soprattutto con me stessa, per quei ancora enormi misteri che non si risolveranno mai e che non riesco a sciogliere neanche per me, nel senso di superarli con l’accettazione o con superficialità, per la pace di tutti.
Chi siamo? Cosa siamo? Oltre le più accreditate spiegazioni scientifiche, si pone la riflessione più rilevante del corso della nostra vita, di sicuro non sarò né la prima né l’ultima, ma una cosa è certa e ve lo confermo: tutti prima o poi ci pensiamo.

Che ne sarà di noi?

"Ciao, Addio, chissà, ... A Te, che stai andando via, oltrepassando lentamente la soglia, come a congedarti con meditata educazione, lasciando che gli altri si abituino alla tua morte lentamente, e che quasi arrivino a preferire la tua dipartita ad una presenza solo formale, perché è già da giorni che ci hai detto il tuo "ciao"! Ma che ne sarà di te? Per una volta supero lo sgomento, il dolore di chi rimane e voglio pensare solo a te, che hai fatto della tua vita una grande storia, una magnifica storia costellata di tanti passaggi epocali: dal telefono rigorosamente nero e analogico attaccato al muro, al computer digitale e portatile. Della tua bella età, hai raccolto molte gioie, hai anche vissuto tanti dolori, hai visto andare via i tuoi cari ed ora tocca a te! Ma dove andrai?Mi piacerebbe tanto avere le certezze di molti, ma io non le ho così profonde e radicate... Come vorrei che tutto fosse vero!Incontrerei mio padre e gli racconterei della mia vita, delle mie sofferenze, delle mie gioie, ma forse sarebbe inutile, lui le conosce di certo e mi accoglierebbe a braccia aperte, come quando da bambina mi accarezzava... anche solo con il suo sguardo. E mi riempiva il cuore di gioia guardarlo, sentivo fortissima la sua protezione, ero invincibile, ero felice… Ma ora lui dov’è? Dove sei papà? E tu dove andrai?In questo sonno profondo che stai attraversando, non sappiamo se senti ancora di noi, nessuno lo sa dire con certezza assoluta, e quelle lacrime che scorrono raccolte in un fazzoletto, sono il tuo commiato dai tuoi affetti o solo il sacco lacrimale che, riempitosi, lascia sgorgare e fuggire le tue lacrime?Quante riflessioni questa sera.., sono rivolte a Te che stai attraversando ed oltrepassando il tunnel!I tuoi luminosi occhi azzurri ora sono chiusi, e la tua gentilezza ed eloquenza quando accoglievi i tuoi cari non ci sarà mai più! Avevi sempre una parola gentile per tutti, ed è così vero, che hai visto? Siamo venuti tutti a salutarti e tutti realmente commossi e dolenti! E’ vero, hai vissuto pienamente la tua vita, e qualcuno potrebbe obiettare che sei stata molto molto fortunata, ed è certo anche questo, ma la mia riflessione stasera è diversa... Voglio pensare a te e a tutti coloro che hanno oltrepassato la soglia. Ma dove siete, e che ne sarà di voi e poi di noi?

Le mie certezze, stasera mi hanno lasciata sola, in un isolamento profondo e non condivisibile. Come spiegare i sentimenti più intimi? Un dolore diverso, ma intenso? Troppe volte siamo soli, e più cresciamo e più lo siamo! E tu diario di questi tempi assolverai il tuo compito allo stesso modo? Di quando ancora ragazza riempivo le mie paginette avendo cura di chiuderti con il catenaccio o, forse, io stessa voglio gridare a tutti le mie riflessioni?
Può darsi che stia ricercando la soluzione all’eterno misterioso quesito, ma so già che nessuno ha la possibilità della verità.

Marina De Luca

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