Emergenza ambientale

Ecomafia 2026, Sicilia prima per incendi: 657 roghi e oltre 50 mila ettari interessati

Il Rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente fotografa il fenomeno degli incendi boschivi e di vegetazione nel 2025: nell'Isola registrati 657 incendi e 50.690 ettari di superficie boscata e non boscata interessata. A livello nazionale sono 3.586 i reati contestati nel settore.
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Pubblicata il: 01/10/2026 - 12:19
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Legambiente Sicilia

Il Rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente restituisce un quadro particolarmente significativo sul fronte degli incendi boschivi e di vegetazione in Italia e, soprattutto, in Sicilia. Nel corso del 2025, a livello nazionale, sono stati registrati 1.908 incendi, con 3.586 reati e 96.517 ettari di superficie boscata e non boscata interessata.

I dati nazionali comprendono inoltre 454 persone denunciate, 14 arrestate e 85 sequestri penali. Gli illeciti amministrativi sono stati 3.824, mentre le sanzioni amministrative hanno raggiunto quota 3.831, per un valore economico complessivo di 2.276.434 euro.

Il confronto con il 2024 evidenzia un incremento di diversi indicatori. Nel 2025 gli incendi sono aumentati del 25,9%, i reati del 10,7% e la superficie interessata del 90%. Gli illeciti amministrativi sono cresciuti del 41,6% e le sanzioni amministrative del 37,4%. Il valore economico delle sanzioni registra un aumento del 40,5%.

Particolarmente rilevanti sono i numeri della Sicilia, che nella classifica regionale del rapporto occupa il primo posto per numero di incendi boschivi e superficie interessata: 657 incendi e 50.690 ettari. Seguono, per numero di incendi, la Calabria con 612, la Campania con 194, il Lazio con 144 e la Puglia con 120.

Considerando invece i reati connessi agli incendi boschivi e di vegetazione, in Sicilia ne vengono indicati 376, pari al 10,5% del totale nazionale. Nell'Isola risultano inoltre 6 persone denunciate, nessun arresto e nessun sequestro, oltre a 117 illeciti amministrativi e altrettante sanzioni amministrative.

Il rapporto concentra l'attenzione anche sulle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Complessivamente, nel 2025 queste regioni totalizzano 1.855 reati, pari al 51,7% del totale nazionale, e 1.583 incendi boschivi, corrispondenti all'83% del dato nazionale. La superficie interessata raggiunge complessivamente 82.001 ettari, l'85% del totale.

La situazione siciliana emerge anche dalla graduatoria provinciale dei reati legati agli incendi. Palermo, con 172 reati, è la prima provincia dell'Isola presente nella classifica nazionale riportata dal dossier e si colloca al quinto posto. Seguono Catania, al nono posto con 97 reati, e Agrigento, ventesima con 37.

Allargando lo sguardo all'intera illegalità ambientale, il Rapporto Ecomafia 2026 attribuisce alla Sicilia nel 2025 3.726 reati, 3.172 persone denunciate, 30 persone arrestate e 471 sequestri. Nella classifica regionale dell'illegalità ambientale l'Isola registra il 10,4% dei reati nazionali considerati dalla rilevazione.

Tra le province siciliane, Palermo presenta il dato più elevato con 1.235 reati, seguita da Trapani con 432, Catania con 430, Agrigento con 390 e Messina con 340. Seguono Siracusa con 192, Ragusa con 53, Caltanissetta con 51 ed Enna con 22.

Il dossier analizza inoltre specifici settori dell'illegalità ambientale. Nel ciclo del cemento, in Sicilia vengono conteggiati 806 reati, con 754 persone denunciate e 47 sequestri. Nel ciclo dei rifiuti i reati sono 521, le persone denunciate 1.082, gli arresti 9 e i sequestri 179.

Un altro capitolo riguarda l'illegalità contro gli animali: la Sicilia registra 915 reati, 897 persone denunciate e 115 sequestri, risultando al primo posto nella relativa classifica regionale con il 13,2% del totale nazionale.

Sul fronte dei reati contro il patrimonio culturale, infine, la Sicilia registra 395 reati, pari al 17,4% del totale nazionale indicato nella specifica graduatoria, con 102 persone denunciate, 21 arrestate e 128 sequestri.

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Fonte: Legambiente Sicilia

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