Emergenza abitativa

Palermo, sgomberato l'ex Salvemini in viale Michelangelo: oltre 40 famiglie nell'edificio a rischio crollo

Operazione disposta dall'Autorità giudiziaria per porre fine all'occupazione abusiva dell'immobile. Il Comune attiva percorsi abitativi e assistenza per i nuclei fragili. Ferrandelli: ''Legalità e diritto alla casa devono andare insieme''.
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Pubblicata il: 08/10/2026 - 16:57
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Si è conclusa l'operazione di sgombero dell'ex istituto Salvemini di viale Michelangelo, a Palermo, immobile pubblico occupato abusivamente nel quale vivevano oltre 40 nuclei familiari. L'intervento, disposto dall'Autorità giudiziaria, ha posto fine a una situazione caratterizzata da gravi criticità strutturali e igienico-sanitarie, con un concreto rischio di crollo dell'edificio.

L'Amministrazione comunale di Palermo ha espresso il proprio ringraziamento alle forze dell'ordine e agli uffici coinvolti nelle operazioni, sottolineando l'importanza del coordinamento istituzionale che ha consentito di portare a termine l'intervento.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla Questura di Palermo, alla Polizia di Stato, all'Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza, alla Polizia Municipale, a Enel, alle maestranze intervenute e al Canile comunale, per la collaborazione garantita durante le diverse fasi dell'operazione.

Ex Salvemini, rischio crollo e condizioni igienico-sanitarie precarie

Le operazioni hanno evidenziato una situazione di grave degrado dell'immobile, con condizioni strutturali tali da rappresentare un concreto pericolo per le persone presenti al suo interno.

Oltre al rischio di crollo, sono state riscontrate condizioni igienico-sanitarie particolarmente precarie, in un edificio che ospitava più di 40 nuclei familiari.

L'Amministrazione comunale, attraverso l'Assessorato all'Abitare sociale e quello alle Politiche sociali, ha operato in raccordo con il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica e con gli altri uffici della pubblica amministrazione per affrontare le differenti situazioni abitative e sociali emerse.

Per le famiglie inserite nella graduatoria dell'emergenza abitativa è stato previsto un percorso di accompagnamento verso una soluzione abitativa. Per le persone in condizioni di particolare fragilità è stata invece attivata la presa in carico attraverso il Pronto intervento sociale e il progetto PRInS, di competenza dell'Assessorato alle Attività sociali.

Ferrandelli: «Rispetto della legge senza lasciare indietro le persone»

A intervenire sull'operazione è l'assessore comunale all'Abitare sociale, Fabrizio Ferrandelli, che sottolinea la necessità di coniugare il rispetto delle regole con la tutela delle persone realmente bisognose.

«Oggi abbiamo assicurato il rispetto della legge senza lasciare indietro le persone. A chi ha scelto la strada del diritto, iscrivendosi alla graduatoria per l'emergenza abitativa, è stato garantito un percorso di risposta abitativa; a chi invece viveva una condizione di difficoltà o fragilità sono stati garantiti gli interventi sociali previsti dalla legge e la necessaria presa in carico», dichiara Ferrandelli.

L'assessore evidenzia inoltre la necessità di distinguere le situazioni di effettiva emergenza abitativa da quelle in cui l'occupazione abusiva non sarebbe determinata da una reale impossibilità di provvedere autonomamente alle proprie esigenze.

«Ma è altrettanto importante ricordare che, tra gli oltre 40 nuclei presenti nell'immobile, vi erano anche decine di persone e famiglie che disponevano di strumenti e condizioni adeguate per poter sostenere autonomamente la propria vita. Anche per questo è necessario distinguere le situazioni di reale bisogno da quelle nelle quali l'occupazione abusiva diventa una scelta e non una necessità», aggiunge.

Occupazioni abusive e presunte richieste di denaro

Un altro aspetto evidenziato dall'Amministrazione riguarda le presunte attività illecite che sarebbero emerse nel tempo durante le attività di controllo del territorio.

Secondo quanto riportato nella nota comunale, sarebbero stati individuati elementi relativi a possibili forme di sfruttamento del disagio abitativo, con situazioni nelle quali sarebbero state richieste somme di denaro per mantenere l'occupazione e usufruire dei servizi essenziali all'interno dell'edificio.

Si tratta di circostanze riportate dall'Amministrazione come presunte, che richiamano l'attenzione sul rischio che le condizioni di vulnerabilità possano essere utilizzate per forme di pressione o profitto illecito.

«La nostra responsabilità è quella di garantire il diritto alla casa a chi ne ha bisogno e ne fa richiesta attraverso gli strumenti previsti, ma anche di impedire che il bisogno possa diventare terreno di sfruttamento o che l'illegalità possa sostituirsi alle istituzioni. Il welfare pubblico deve essere una porta di accesso ai diritti, non uno strumento nelle mani di chi vuole approfittare delle fragilità», afferma Ferrandelli.

Il Comune: legalità e sostegno alle famiglie fragili

Con lo sgombero dell'ex Salvemini, l'Amministrazione ritiene di aver posto fine a una situazione di precarietà protrattasi nel tempo, restituendo il controllo di un immobile pubblico occupato abusivamente.

L'obiettivo dichiarato è quello di garantire una risposta su due fronti: tutela del diritto all'abitare per chi si trova in condizioni di effettiva necessità e contrasto alle occupazioni abusive e alle possibili forme di sfruttamento.

«È fondamentale che non esistano zone grigie nelle quali, facendo leva sul bisogno delle persone, possano svilupparsi forme di sfruttamento o di intermediazione illegale», ribadisce l'Amministrazione comunale.

Il Comune conferma infine l'impegno a mantenere il coordinamento con le istituzioni e le forze dell'ordine, affinché le risposte ai bisogni abitativi dei cittadini possano essere assicurate attraverso gli strumenti ordinari della pubblica amministrazione, nel rispetto delle regole e con particolare attenzione alle persone più vulnerabili.

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Fonte: Comune di Palermo

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