Centro storico

Palermo, caos acustico nel centro storico: Calabrese (PD) denuncia ''anarchia sonora'' e chiede nuove regole

Dopo un'aggressione verbale denunciata ai danni di una guida turistica tra piazza Bellini e i Quattro Canti, la consigliera della Prima Circoscrizione Tiziana Calabrese critica le ordinanze comunali sugli artisti di strada e chiede controlli, fonometri e un regolamento definitivo.
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Pubblicata il: 14/10/2026 - 09:22
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Comune di Palermo

Musica ad alto volume, tensioni tra artisti di strada e guide turistiche e regole comunali giudicate contraddittorie. Torna al centro del dibattito la gestione delle esibizioni musicali nel centro storico di Palermo, dopo un episodio di aggressione verbale denunciato tra piazza Bellini e i Quattro Canti.

A sollevare il problema è Tiziana Calabrese, consigliera della Prima Circoscrizione del Partito Democratico, che parla di una situazione di «anarchia sonora» e chiede all'Amministrazione comunale interventi strutturali per garantire la convivenza tra artisti di strada, guide turistiche, residenti e operatori commerciali.

Aggressione verbale a una guida turistica tra piazza Bellini e i Quattro Canti

L'episodio segnalato risale alla mattina del 13 ottobre, quando una guida turistica avrebbe chiesto a un artista di strada di abbassare il volume della propria cassa acustica per poter svolgere il lavoro con il gruppo di visitatori.

Secondo quanto riferito nella denuncia politica, la richiesta avrebbe provocato una violenta reazione verbale da parte dell'artista.

«Qui non vi vogliamo», sarebbe stata la risposta rivolta alla guida turistica.

La situazione sarebbe stata contenuta grazie alla presenza della Polizia municipale, evitando ulteriori tensioni.

Per Calabrese, l'accaduto rappresenta il segnale di un disagio più ampio che coinvolge chi lavora quotidianamente nel centro storico e chi vi risiede.

Le ordinanze comunali e il limite dei 95 decibel

Al centro delle critiche della consigliera del PD ci sono le disposizioni comunali che regolano l'utilizzo degli amplificatori durante le esibizioni degli artisti di strada.

Calabrese richiama due provvedimenti adottati a distanza di poche settimane.

Il primo, datato 22 giugno, avrebbe introdotto il divieto totale di amplificazione in alcune piazze di particolare pregio storico e monumentale, tra cui piazza Bellini e piazza Pretoria.

Il successivo provvedimento del 6 agosto, secondo la ricostruzione della consigliera, avrebbe invece modificato quelle restrizioni, consentendo nuovamente l'utilizzo degli amplificatori fino a 95 decibel.

Una successione di decisioni che, a giudizio dell'esponente del Partito Democratico, avrebbe generato incertezza e nuove difficoltà nella gestione degli spazi pubblici.

Calabrese: ''Il centro storico è ostaggio dell'altalena normativa''

«Il centro storico è ostaggio dell'altalena normativa di Palazzo delle Aquile», dichiara Tiziana Calabrese, contestando la mancanza di una disciplina stabile.

Secondo la consigliera, il passaggio dal divieto assoluto all'allentamento delle restrizioni in meno di due mesi non rappresenta una programmazione adeguata per un'area frequentata ogni giorno da turisti, cittadini e lavoratori.

La questione, sottolinea, non deve trasformarsi in una contrapposizione tra le diverse attività che animano il centro storico.

L'obiettivo dovrebbe essere quello di tutelare sia le espressioni artistiche negli spazi pubblici sia il diritto delle guide turistiche a lavorare, dei residenti alla tranquillità e degli operatori economici a svolgere le proprie attività.

La proposta: aree dedicate, turnazioni e controlli con fonometri

Per superare le criticità, Calabrese propone un patto di cittadinanza permanente che definisca regole chiare e condivise per l'utilizzo degli spazi pubblici.

Tra gli interventi richiesti figurano una mappatura rigorosa delle aree idonee alle esibizioni, criteri di selezione qualitativa degli artisti e turnazioni eque per consentire un utilizzo ordinato delle piazze.

La consigliera sollecita inoltre l'adozione di un regolamento definitivo e di un codice etico, con disposizioni che favoriscano il rispetto reciproco tra chi si esibisce e chi frequenta o lavora nel centro storico.

Un altro punto riguarda il rafforzamento dei controlli: secondo Calabrese, le pattuglie della Polizia municipale dovrebbero essere dotate di fonometri, strumenti necessari per misurare i livelli sonori e verificare il rispetto dei limiti previsti.

La richiesta avanzata dalla consigliera del PD è dunque quella di superare i continui cambiamenti delle disposizioni comunali e arrivare a una disciplina stabile, capace di conciliare arte di strada, attività turistiche e vivibilità del centro storico di Palermo.

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Fonte: Comune di Palermo

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