Crisi agroalimentare

Blocco autotrasportatori in Sicilia, Unimpresa e UCI: ''Agricoltura a rischio collasso, tavolo entro 48 ore''

Le due organizzazioni, che rappresentano 15mila partite IVA agricole, chiedono all'assessore regionale Luca Sammartino un confronto urgente con agricoltori, trasportatori, pescatori e grande distribuzione. Tra le richieste, interventi sui carburanti, sospensione degli adempimenti fiscali e controlli sui prezzi.
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Pubblicata il: 20/10/2026 - 09:20
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Il blocco degli autotrasportatori in Sicilia rischia di aggravare una crisi che, secondo Unimpresa Sicilia e Unione Coltivatori Italiani (UCI) Sicilia, coinvolge da anni l'intera filiera agroalimentare. Le due organizzazioni, che rappresentano complessivamente 15mila partite IVA agricole, chiedono all'assessore regionale all'Agricoltura Luca Sammartino di convocare un tavolo tecnico entro 48 ore.

L'incontro, nelle intenzioni delle associazioni, dovrebbe riunire agricoltori, autotrasportatori, pescatori e rappresentanti della grande distribuzione organizzata, per individuare interventi immediati e soluzioni strutturali.

«Il caro carburante è soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso. L'agricoltura siciliana attraversa una crisi strutturale che dura da anni e che oggi rischia di travolgere l'intera filiera agroalimentare, dalla produzione alla distribuzione, fino alla pesca», affermano le organizzazioni.

Unimpresa e UCI sostengono le ragioni della mobilitazione degli autotrasportatori e valutano positivamente la decisione di consentire il passaggio delle merci deperibili, per limitare ulteriori danni a produttori e consumatori.

«Come organizzazioni datoriali abbiamo il dovere di tutelare i posti di lavoro di chi produce, di chi trasporta e di chi vende. Serve un intervento che affronti l'intera filiera», dichiarano Giuseppe Spadafora, presidente di Unimpresa Sicilia, e Antonino Bongiovanni, presidente regionale UCI.

Agricoltura tra debiti, rincari e calamità

Le difficoltà del settore agricolo non riguardano soltanto i trasporti. Secondo le associazioni, molte imprese devono ancora saldare le forniture delle campagne precedenti, mentre i prezzi riconosciuti ai produttori non sempre consentono di coprire i costi.

«Con il grano pagato venti centesimi al chilo non si riescono neppure a coprire i costi di produzione. Ogni nuova campagna agricola comincia con i debiti di quella precedente», denuncia Sandro Tinnirello, agricoltore e agronomo.

Ai rincari energetici e delle materie prime si aggiungono, secondo le organizzazioni, i danni provocati da incendi ed eventi climatici estremi, comprese le conseguenze del ciclone Harry sulla produzione agrumicola.

Per questo Unimpresa e UCI chiedono alla Regione chiarimenti sui ristori promessi alle aziende danneggiate e sui tempi degli interventi.

Prezzi agricoli e grande distribuzione

Un altro nodo sollevato dalle associazioni riguarda i rapporti tra produttori e grande distribuzione organizzata (GDO).

«Il risultato è che gli agricoltori vendono spesso sottocosto, mentre i consumatori continuano a pagare prezzi elevati. A perdere sono entrambi», sostiene Spadafora, denunciando la concentrazione del potere contrattuale nelle mani di pochi grandi operatori.

Le organizzazioni propongono di valutare anche il modello spagnolo, che vieta di riconoscere ai produttori primari prezzi inferiori ai costi effettivi di produzione.

Chiedono inoltre maggiori controlli sull'origine, sulla tracciabilità e sulla sicurezza dei prodotti importati, oltre a un confronto sui meccanismi di formazione del prezzo del grano.

Anche la pesca in difficoltà

La crisi, secondo UCI Sicilia, coinvolge anche il comparto ittico.

«Per un motopeschereccio di medie dimensioni, un rifornimento che due anni fa costava circa 40 mila euro oggi può arrivare a 80 mila euro», afferma Bongiovanni.

Il presidente regionale UCI richiama in particolare le difficoltà dei pescatori di Mazara del Vallo, alle prese con costi del carburante elevati, concorrenza nel Mediterraneo e periodi di fermo pesca.

Da qui la richiesta di estendere il confronto regionale anche alla pesca.

Le richieste alla Regione e al Governo

Unimpresa e UCI sollecitano interventi straordinari sulle accise e sulla tassazione dei carburanti, compresa l'IVA applicata alle accise.

Chiedono inoltre la sospensione o il differimento degli adempimenti fiscali per almeno dodici mesi per le imprese agricole e dell'autotrasporto maggiormente colpite, con l'estensione delle misure al settore ittico.

Tra le altre richieste figurano sostegni economici, verifiche sui ristori per le calamità e un tavolo dedicato ai prezzi agricoli e ai rapporti con la grande distribuzione.

«Non chiediamo privilegi né assistenzialismo. Agricoltura, autotrasporto e pesca sono comparti strategici per l'economia e la sicurezza alimentare del Paese», concludono Spadafora e Bongiovanni.

L'appello finale è rivolto all'assessore Luca Sammartino: «Convochi il tavolo entro 48 ore. Non possiamo continuare a intervenire sulle conseguenze senza affrontare le cause di una crisi che rischia di cancellare migliaia di imprese e posti di lavoro».

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