Scontro sul 10%

Imposta di soggiorno, la VI Commissione frena sullo stop al 10%: ''Prima ascolteremo gli operatori''

La VI Commissione consiliare interviene sulla proposta di eliminare la quota riconosciuta alle strutture ricettive per la gestione dell'imposta di soggiorno. Zacco, Leto, Chinnici, Canto e Teresi annunciano la convocazione delle categorie: ''Nessuna decisione senza confronto''.
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Pubblicata il: 18/09/2026 - 11:32
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La proposta di eliminare la quota del 10% dell'imposta di soggiorno riconosciuta alle strutture ricettive accende il confronto politico a Palermo. La VI Commissione consiliare Attività Produttive annuncia che convocherà le associazioni di categoria e gli operatori del settore prima di assumere una posizione sulle eventuali modifiche al regolamento.

A intervenire congiuntamente sono il presidente Ottavio Zacco, la vicepresidente Teresa Leto e i consiglieri Dario Chinnici, Leonardo Canto e Fabio Teresi.

«Sulla quota del 10% dell'imposta di soggiorno occorre fare immediatamente chiarezza. Non è accettabile pensare di modificare unilateralmente un equilibrio costruito dal Consiglio comunale scaricando ancora una volta sugli operatori economici costi, responsabilità e adempimenti», dichiarano.

La quota è prevista dall'articolo 11 del regolamento sull'imposta di soggiorno approvato dal Consiglio comunale nel 2024. Il portale istituzionale del Comune indica tuttora, tra i procedimenti dell'Area Entrate, il riconoscimento ai titolari delle strutture ricettive e delle locazioni brevi di una commissione del 10% a titolo di rimborso sulla tassa incassata.

Secondo i componenti della Commissione, qualsiasi modifica del regolamento dovrà quindi essere sottoposta al Consiglio comunale.

«L'Amministrazione attiva può avanzare le proprie proposte e rappresentare le esigenze finanziarie dell'Ente, ma sarà il Consiglio comunale, nell'esercizio delle proprie prerogative, a esprimersi sulle modifiche regolamentari», sottolineano.

Al centro della presa di posizione c'è anche il ruolo svolto dagli operatori nella gestione del tributo. Le strutture ricettive sono infatti chiamate a riscuotere l'imposta e a effettuare gli adempimenti e i versamenti previsti; il Comune svolge poi attività di verifica sulle somme dichiarate e su quelle effettivamente introitate.

«Gli albergatori e i gestori delle strutture ricettive non possono essere considerati semplicemente degli esattori gratuiti per conto del Comune», affermano i consiglieri, evidenziando i costi organizzativi e le responsabilità connesse alla gestione dell'imposta.

Sul peso economico del tributo, i dati diffusi recentemente dal Comune indicano oltre 30 milioni di euro incassati dal 2023 e una previsione di circa 12 milioni per l'intero 2026. Nei primi due trimestri dell'anno risultavano riscossi poco meno di 5,9 milioni di euro.

La VI Commissione annuncia quindi l'apertura del confronto con il comparto turistico.

«Nei prossimi giorni convocheremo le associazioni di categoria e i rappresentanti delle strutture ricettive. Li ascolteremo prima di assumere qualsiasi posizione sulle eventuali modifiche regolamentari», concludono Zacco, Leto, Chinnici, Canto e Teresi. «Su una materia così delicata non accetteremo scorciatoie né decisioni precostituite».

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Fonte: Comune di Palermo

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