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''Dialoghi delle Carmelitane'' al Regio di Torino: un capolavoro senza tempo tra musica e spiritualità

Quando, per motivi anagrafici si è costretti a scegliere, ma si ricerca ancora il meglio... si cerca di puntare al non ovvio e banalmente rassicurante, ma ci si vuole immergere in capolavori unici e spettacolari; ecco che certamente ‘Les Dialogues des Carmelites’ di Francis Poulenc, rispondono esattamente a questa puntuale esigenza di bello e coinvolgente!
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Pubblicata il: 10/04/2026 - 15:28
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Musica ossessivamente e meravigliosamente ipnotizzante, dai toni e significati più estesi, agisce sullo stato d’animo delle spettatore e sulle sue energie vitali come un potente farmaco, senza controindicazioni... fa solo bene allo spirito ed alla mente, nonostante una narrazione potente psicologicamente e socialmente impetuosa e terribile.

A quasi settant’anni dalla sua prima rappresentazione e nonostante gli iniziali limiti imposti dalla critica per contenuti ed  aspetti reazionari, costituisce uno dei più colossali monumenti compositivi del xx secolo! Nonostante risulti veramente difficile esprimere ancora nuovi concetti sui ‘Dialoghi’ resta tuttavia lo spazio per riconfermare l’esaltante passione che nella messa in scena curata da Robert Carsen raggiunge livelli espressivi non facilmente superabili.

Per restare su Carsen credo che lavori con le quattro operazioni matematiche, ovvero sa quando è il momento di addizionare o addirittura moltiplicare le scene (vedasi in Salomè) e conosce bene il momento della divisione o sottrazione come nei ‘Dialoghi’ già visti anni fa alla Scala di Milano e  che conservano intatto l’affascinamento ed il coinvolgimento, senza mai perdere di vista la musica, la scena, la narrazione e lo spettatore, non deludendo mai ed attraendo sempre.

In ‘Dialoghi’ la scena non solo è scevra da orpelli, ma quasi nuda con il grigio imperante che sottolinea l’ovattamento che circoscrive un evento vissuto ed immerso  in un truce e sanguinario momento di fine settecento. Veramente toccante il momento finale della decapitazione delle suore che  una ad una,  decapitate da musica potente e da canto di rassegnazione, cadono a terra!

La severità, la rassegnazione contemplativa, l’obbedienza ed il dubbio vengono estrapolati con la grande maestria di tutti i coinvolti del Teatro e i realizzatori.

La direzione di Ives Abel il quale conosce profondamente l’opera e  la regia di Carsen, avendola cresciuta musicalmente fin dalla nascita,  estrae l’impercettibile e scorre da lentezze emotive ai vigori dell’azione e delle tempeste interiori, insieme all’ottima orchestra del teatro.

Gea Garatti Ansini, al suo primo impegno al Regio di Torino, mantiene l’ottimo livello del Coro che  ben unito vanta abilissimi artisti che regalano sempre un plus che fa vibrare le corde più intime.

Ekaterina Bakanova indubbiamente è nel personaggio turbato, pieno di timori e dubbi e vocalmente ben impostata, rende una  Blache apprensiva ed esaltata dalla fede. L’anziana priora muore toccata dal dubbio finale che cerca di non tradire con la giovane Blanche e Sylvie Brunet-Grupposo è incastonata nel personaggio come un diamante lo è nella montatura, esprimendo possanza ed autorevolezza seppur consapevole della fine; la nuova priora Sally Mattews  si trova a confrontarsi, seppur timbricamente diverse, con l’interpretazione della prima priora e non è prova facile, ma che supera.

Apprezzabili le altre suore quali Suor Constance  - Francesca Pia Vitale - e  Antoinette Dennefeld (Mère Marie de l’Incarnation), Lorrie Garcia (Mère Jeanne de l’Enfant Jésus),  e Martina Myskohlid (Soeur Mathilde).

Il Marquis de la Force intcontra Jean-François Lapointe che rende il personaggio con personalità elegante, parimenti a  Krystian Adam il quale presenta un Cappellano credibile e motivato, oltre a  Valentin Thill che soddisfa come interpretazione e canto.

Gli altri molteplici interpreti non deludono di certo e integrati con la narrazione, la superba musica e i ruoli scenici e coreografici, danno una visione complessiva di bellezza e ricercata  raffinatezza narrativa.

Mi risulta spontaneo ricordare alcuni momenti, quale l’incontro del fratello con Blanche che si parlano attraverso un muro separatore conventuale fatto da una linea di suore velate, oppure le sobrie panche ai lati, le sedie rovesciate nel momento del caos piuttosto che musicalmente l’Ave Maria, l’Ave Verum ed il Salve Regina insieme ad un finale travolgente…

Aspiro al fatto che  che una simile musica non morrà mai ed aiuterà il mondo a risollevarsi dalle brutture congiunturali, ambientali, sociali ed umane,

La Musica vince sempre.

Renzo Bellardone

DIALOGHI DELLE CARMELITANE – Teatro Regio Torino – 4 aprile 2026

Yves Abel direttore d'orchestra
Robert Carsen regia
Christophe Gayral ripresa della regia
Michael Levine scene
Falk Bauer costumi
Robert Carsen, Cor van den Brink luci
Philippe Giraudeau coreografia
Ian Burton drammaturgia
Alejandra Gonzalez assistente alle scene
Bettina Hinteregger assistente ai costumi
Gea Garatti Ansini maestro del coro
Orchestra e Coro del Teatro Regio
Allestimento Dutch National Opera

Opera in tre atti e dodici quadri

Musica di Francis Poulenc
Libretto di Francis Poulenc

tratto dal dramma di Georges Bernanos (adattamento autorizzato da Emmet Lavery, basato su un racconto di Gertrud von Le Fort e una sceneggiatura di Padre Bruckberger e Philippe Agostini)

Prima rappresentazione assoluta: Milano, Teatro alla Scala, 26/01/1957

Marchese de La Force Baritono     Jean-Francois Lapointe
Blanche de La Force Soprano        Ekaterina Bakanova
Cavaliere de La Force Tenore        Valentin Thill
Madame de Croissy Contralto        Sylvie Brunet-Grupposo
Madame Lidoine Soprano              Sally Matthews
Madre Marie Mezzosoprano          Antoinette Dennefeld
Suor Constance Soprano              Francesca Pia Vitale
Madre Jeanne Contralto                Lorrie Garcia
Suor Mathilde Mezzosoprano        Martina Myskohlid (Regio Ensemble)
Il cappellano Tenore                       Krystian Adam
L'ufficiale e Thierry Baritono           Roberto Accurso
Il carceriere e Secondo Commissario Baritono    Isaac Galan
Monsieur Javelinot Baritono          Eduardo Martínez (Regio Ensemble)
Primo Commissario Tenore           Matthieu Justine

Credit Foto: Mattia Gaido - Daniele Ratti 

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