Emergenza abitativa

Palermo, le storie dei senza dimora diventano un documentario: ''Prendi questa mano'' arriva al cinema Rouge et Noir

Il 12 novembre alle 18.30 la proiezione del film diretto da Sofia Calderone e prodotto da Maghweb. Attraverso testimonianze di vita e un'esperienza teatrale collettiva, il documentario racconta la precarietà abitativa, l'esclusione sociale e i percorsi di rinascita. Il 27 novembre una seconda proiezione a Verona.
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Pubblicata il: 02/11/2026 - 12:59
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Dietro la condizione di chi vive senza una casa ci sono storie di precarietà economica, violenza, difficoltà lavorative e legami familiari spezzati. A raccontarle è “Prendi questa mano”, il documentario scritto e diretto da Sofia Calderone e prodotto da Maghweb, che sarà proiettato giovedì 12 novembre 2026, alle 18.30, al cinema Rouge et Noir di Palermo. Una seconda proiezione è prevista il 27 novembre a Verona.

Il film affronta il tema dell'emergenza abitativa a Palermo attraverso le esperienze di persone di età e provenienze differenti, mostrando quanto possa essere difficile non soltanto trovare un'abitazione, ma anche riuscire a mantenerla.

Nato dal lavoro collettivo di Maghweb, associazione che da sette anni documenta la grave marginalità adulta, il progetto è frutto di un percorso di riprese avviato nel 2023, tra strutture di accoglienza, strade, abitazioni e spazi di comunità.

Le storie di chi rischia di perdere tutto

Il documentario segue le vicende di Daniela, Nevena, Liboria, Alessandro e Nicola, mettendo in luce le diverse condizioni che possono portare alla perdita della casa o rendere difficile raggiungere un'autonomia abitativa.

Daniela, sopravvissuta alla violenza domestica e a un tentato femminicidio, perde l'alloggio che aveva trovato quando l'interruzione dell'assegno di inclusione le impedisce di sostenere l'affitto.

Per Liboria e Nicola, invece, l'assenza di un lavoro regolare rende difficile fornire le garanzie richieste dai proprietari degli immobili.

Nevena, che vive in Italia da trent'anni, deve confrontarsi con problemi documentali che limitano persino la possibilità di raggiungere la Serbia per visitare la tomba del marito.

Attraverso uno stile osservazionale, il film lascia spazio soprattutto alle testimonianze femminili, raccontando non soltanto le difficoltà materiali, ma anche desideri, aspirazioni e tentativi di ricostruire la propria vita.

«Perdere la propria casa è qualcosa che può accadere anche a chi ha costruito una vita apparentemente stabile. La violenza, la precarietà economica e la rottura dei legami affettivi possono intrecciarsi, consumando progressivamente le risorse e le relazioni su cui una persona contava», spiega la regista Sofia Calderone.

A Palermo censite 611 persone senza dimora

Il racconto si inserisce in un contesto segnato dalle difficoltà di accesso al mercato immobiliare.

Secondo i dati di idealista riportati nel comunicato, a settembre 2026 i prezzi richiesti negli annunci di affitto a Palermo risultavano aumentati del 4,8% rispetto all'anno precedente.

Sul piano nazionale, i dati Istat indicano che nel 2025 oltre una famiglia in affitto su cinque viveva in condizioni di povertà assoluta, contro il 4,5% delle famiglie proprietarie dell'abitazione.

A Palermo, il conteggio promosso dall'Istat insieme alla Federazione italiana organismi per le persone senza dimora ha rilevato, nella notte del 26 gennaio 2026, 611 persone maggiorenni senza dimora: 182 in strada o in sistemazioni di fortuna e 429 nelle strutture di accoglienza notturna.

Nel documentario compare anche Marco, assistente sociale e referente della rilevazione cittadina, il cui lavoro mostra l'importanza della conoscenza diretta delle persone e dei loro bisogni.

Il teatro come occasione di inclusione

Un elemento centrale del film è l'esperienza della Compagnia dei Senza Dimora, nata da un laboratorio teatrale promosso dalla Fondazione Don Calabria per il Sociale e arrivata a esibirsi anche a Verona.

Le prove e gli spettacoli diventano occasioni di incontro, partecipazione e costruzione di relazioni. Il teatro assume così un ruolo che va oltre l'espressione artistica, offrendo ai partecipanti uno spazio in cui essere ascoltati e riconosciuti.

«Il senso del nostro lavoro è, prima di tutto, stare con le persone e la loro presa in carico», dichiara don Ivo Pasa, direttore generale della Fondazione Don Calabria per il Sociale ETS.

«Le storie raccontate in questo documentario ci ricordano che è solo condividendo i luoghi e la quotidianità delle persone che possiamo conoscerne davvero i percorsi, comprenderne i bisogni e le risorse», aggiunge.

Il progetto HOPE e la produzione del documentario

“Prendi questa mano” è stato realizzato in partenariato con la Fondazione Don Calabria per il Sociale ETS, con la collaborazione dei poli di accoglienza palermitani gestiti dalla stessa Fondazione, dal Centro Diaconale La Noce, dalla Cooperativa La Panormitana e dalla Fondazione San Giuseppe dei Falegnami.

La produzione rientra nel progetto HOPE, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che promuove autonomia, inclusione e partecipazione attraverso percorsi educativi, laboratori, orientamento lavorativo, sostegno psicologico e accompagnamento familiare.

Il documentario è scritto, diretto e montato da Sofia Calderone. La direzione di produzione è di Vincenzo Allotta, le musiche originali sono di Vincenzo Castellana, il montaggio del suono è di Alessandro D'India e la correzione colore è di Sonia Bouslama.

L'appuntamento con il pubblico palermitano è fissato per giovedì 12 novembre alle 18.30 al cinema Rouge et Noir, mentre il 27 novembre il documentario sarà presentato anche a Verona.

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