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Asp Palermo, i sindacati: ''Sistema di rilevazione presenze ancora inaffidabile''. Protesta e tavolo abbandonato

CIMO-FESMED, Anaao Assomed e Fials denunciano il mancato funzionamento del sistema di rilevazione delle presenze dell'Asp di Palermo e abbandonano il tavolo con la Direzione generale. Le sigle chiedono la risoluzione del contratto e il ristoro economico dei lavoratori.
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Pubblicata il: 30/06/2026 - 11:38
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A sei mesi dall'entrata in funzione della nuova piattaforma per la rilevazione delle presenze, all'Asp di Palermo continua lo scontro tra la Direzione generale e le organizzazioni sindacali della dirigenza sanitaria. CIMO-FESMED, Anaao Assomed e Fials denunciano il permanere di gravi criticità nel sistema e, in segno di protesta, hanno abbandonato la riunione convocata dall'azienda sanitaria.

Secondo i sindacati, il software, fornito dalla società Data Management e operativo dal 1° gennaio 2026 in sostituzione del precedente sistema Dedalus, continua a presentare numerosi malfunzionamenti che impediscono una corretta gestione del personale.

Le sigle spiegano che circa 6.000 dipendenti non hanno ancora la certezza della corretta contabilizzazione delle ore lavorate, delle ferie, delle assenze e dei recuperi orari. Inoltre, i responsabili delle strutture sanitarie non riuscirebbero ad autorizzare regolarmente ferie, malattie, aggiornamenti professionali e altre attività amministrative.

Tra le principali anomalie segnalate figurano l'errato inquadramento dell'orario di lavoro della dirigenza medica, l'attribuzione automatica della pausa pranzo anche al personale turnista, errori nel calcolo delle festività e dei turni notturni, addebiti non dovuti di ore lavorative nei giorni festivi e la contabilizzazione delle attività extra orarie come normale attività istituzionale.

«Le conseguenze non sono soltanto amministrative ma anche economiche», affermano CIMO-FESMED, Anaao Assomed e Fials, evidenziando che numerosi lavoratori sarebbero stati penalizzati dal mancato riconoscimento delle indennità per turni notturni, festivi, reperibilità, straordinari e attività di sala operatoria.

Le organizzazioni sindacali contestano inoltre il mancato rispetto degli impegni assunti dalla Direzione amministrativa, che aveva annunciato il pieno funzionamento del sistema entro il 30 giugno 2026. Destano preoccupazione anche le indicazioni sul collaudo definitivo previsto per l'8 luglio, mentre, secondo i sindacati, le criticità non sarebbero ancora state risolte.

Alla protesta hanno aderito anche FVM, AAROI-EMAC, UIL e CGIL, che giudicano non più accettabile concedere ulteriori proroghe alla società affidataria del servizio, ricordando che il contratto, aggiudicato nel 2022, ha un valore complessivo di 3,8 milioni di euro.

Le organizzazioni sindacali chiedono quindi all'Asp di Palermo di avviare, qualora ne ricorrano i presupposti, le procedure per la risoluzione del contratto per inadempienza, di accertare eventuali responsabilità interne che hanno determinato i disservizi e di garantire il pieno ristoro economico ai lavoratori penalizzati dagli errori del sistema.

In assenza di interventi immediati, le sigle annunciano infine di essere pronte a intraprendere tutte le iniziative sindacali e legali necessarie per tutelare i diritti dei dipendenti e garantire il corretto funzionamento dei servizi aziendali.

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